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Arezzo, "famiglia Montana": i ragazzi si ritrovano su Instagram. Può farlo anche chi è ai domiciliari

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La famiglia Montana si riunisce ancora. Non in piazza Sant’Agostino ma sui social. Sì, alcuni dei giovani appartenenti alla cosiddetta baby gang, amici e forse simpatizzanti, restano in contatto tra di loro con dirette su Instagram. Possono farlo. E il maggiorenne ritenuto leader del gruppo, il cantante trap attualmente ai domiciliari al nord, nel provvedimento cautelare emesso dal gip di Arezzo non ha alcuna limitazione relativa alla comunicazione. Può telefonare e connettersi ad internet, chattare, svolgere attività on line. 
A quanto risulta i ragazzi direttamente o indirettamente legati alla famiglia Montana (nel capo d’imputazione qualificata come associazione a delinquere) si sentono e si vedono con frequenza giornaliera sul popolare canale social. Certamente non possono farlo quelli ancora rinchiusi negli istituti penitenziari per minori, ma gli altri sì. I social sono stati per il gruppo che aveva preso a riferimento il personaggio di Scarface, un luogo d’incontro molto utilizzato e poi attenzionato dalla polizia quando l’inchiesta su aggressioni, rapine, estorsioni, minacce ha preso corpo. E’ lì che gli inquirenti hanno acquisito immagini poco edificanti di pistole, armi varie, cappucci e anche quei post con frasi contro le forze dell’ordine. Dopo il giro di vite operato da Squadra mobile e Polizia municipale, l’auspicio è che si apra la stagione del ravvedimento. Occorre dar loro tempo e strumenti per farlo. 
Nei giorni scorsi uno dei ragazzi, l’aretino 17enne di buona famiglia, ha ottenuto la scarcerazione per poter ultimare l’anno scolastico. Ha mostrato pentimento e consapevolezza. Mentre in città si è aperta una riflessione sugli aspetti sociali, educativi e repressivi legati a disagio e azioni violente dei giovanissimi, il lavoro degli inquirenti non è concluso. Dopo le nove misure cautelari (sei arresti e tre in comunità) disposte dalla giustizia minorile, riferite a quindici episodi delinquenziali in città, sarebbero possibili ulteriori sviluppi in altre direzioni e cioè verso appartenenti alla famiglia Montana maggiorenni e quindi soggetti alle decisioni della giustizia ordinaria.