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Arezzo, l'imprenditore Stefano Lorenzini: "Giovani inaffidabili nel lavoro"

Francesca Muzzi
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Non si fa attendere la risposta di un imprenditore dopo l’intervista al sindacalista di Filcams Cgil Arezzo, Marco Pesci, pubblicata sul Corriere di Arezzo, mercoledì 1 giugno, nella quale, Pesci dava una spiegazione sul perché c’è così tanta carenza di lavoratori per quanto riguarda il settore della ristorazione. Riassumendo, il sindacalista diceva che: “I contratti spesso sono a chiamata e c’è poca prospettiva per quanto riguarda il futuro”. Il giorno dopo l’imprenditore Stefano Lorenzini che gestisce il bar Magi in via Arno ha prima risposto con un post e poi, interpellato, ha spiegato il suo punto di vista: “Che è totalmente diverso rispetto a quello che dice Pesci”. “Lavoro dal 1990 - sottolinea Lorenzini - Ho fatto l'apprendistato, sia come idraulico che in fabbrica. Poi dopo otto anni, ho dato una svolta alla mia vita e mi sono messo nel settore del commercio prima come dipendente e poi dopo meno di tre anni come imprenditore”. Una vita di sacrificio dove spesso non si conoscono domeniche, festivi e i giorni passano tutti dentro al proprio posto di lavoro. “Siamo una squadra ormai da diversi anni e siamo sempre gli stessi - dice ancora Lorenzini - Purtroppo a differenza di ciò che succede e di quello che leggo, i giovani, ma anche i meno giovani, non hanno il senso del dovere e di responsabilità”. E comincia a snocciolare ciò che è stata ed è tuttora la sua esperienza: “Cominciamo dal fatto che siamo accusati di non fare contratti veri. Io faccio contratti veri. Invece sapete che cosa fanno i giovani d’oggi? Vengono sì da noi, ma poi dopo alcuni giorni cominciano a dire di essere stanchi e iniziano a trovare milioni di scuse per non continuare il lavoro”. “E sapete questo quando succede? Magari la mattina poco prima di entrare, oppure la sera - continua Lorenzini - Insomma in orari che alla fine mettono in difficoltà non solo il datore di lavoro, ma anche tutti i colleghi che magari devono rinunciare al giorno libero per sostituire chi ha deciso di non venire a lavorare”. Anche in questo caso si parla di nuovo del reddito di cittadinanza. Se Pesci dice: “C’è gente che prende il reddito di cittadinanza e vi assicuro che nessuno li assumerebbe”. Lorenzini ribatte: “Vengono da me e prendono il reddito e mi dicono anche di metterli al nero, così non lo perdono”. “Questi sono i giovani d’oggi - prosegue - Giovani, ma anche meno giovani che personalmente ritengo inaffidabili e per dire questo ho le prove non dico quotidianamente, ma spesso”. La sua squadra composta da Laura, Gianluca e Patrizia: “A volte lavora anche senza mai fare un giorno di riposo e sapete perché? Perché sono rimasti loro ad aver voglia e bisogno di lavorare, a dover colmare il vuoto che lasciano i giovani di oggi che preferiscono continuare ad avere la paghetta dei genitori invece che uno stipendio che farebbe loro onore. Combatto sul campo ogni giorno e ogni giorno vorrei smentite e invece ho solo conferme”