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Arezzo, Piero Mancini torna nel calcio. Vicino al Tiferno Lerchi: "Sarà il mio Monza"

Francesca Muzzi
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“Il Tiferno Lerchi come il Monza” e poi una risata, di quelle sue, che fanno tornare indietro all’Arezzo di Piero Mancini. Perché se tutto va “come dovrebbe andare”, dice l’ex presidente dell’Arezzo, sarà il nuovo proprietario del Tiferno Lerchi, società nata dalla fusione tra il vecchio Città di Castello e il Lerchi e che oggi milita nel campionato di serie D. Sorride Mancini che proprio agli inizi di maggio “è stata riconosciuta la mia innocenza e adesso posso tornare a fare quello che mi piace. Anche prendere una squadra di calcio”. Ma ciò che sarà più incredibile ancora che il Tiferno Lerchi di Mancini, se l’Arezzo non sarà ripescato in Lega Pro, potrebbe essere avversario il prossimo anno in serie D. “Ancora non c’è niente di concluso e né di ufficiale - sottolinea - Ci sono delle trattative”. Ma i soliti ben informati danno l’operazione chiusa. Attendiamo sviluppi e anche, chissà, di rivedere Mancini al Comunale, ma stavolta da avversario. Lui che non ha mai abbandonato l’ambizione di tornare a calcare un campo da calcio o meglio una tribuna. Entrato nell’Arezzo del 2000, Mancini ha fatto sognare il popolo amaranto fino a sfiorare i play off per la serie A. Ha portato grandi giocatori e altrettanti allenatori come Antonio Conte e Maurizio Sarri. Insieme al direttore Ermanno Pieroni ha costruito sempre grandi squadre. E adesso si appresta a rientrare. Con il Tiferno Lerchi e un’ambizione: “Fare lo stesso del Monza”, e quando lo dice sorride, ma in cuor suo ci crede davvero.