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Gas, comune di Montevarchi vince sfida con Centria sul canone: avrà due milioni. Ora la causa di Arezzo

Luca Serafini
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Centria srl ha perso la battaglia del gas contro i comuni. Deve sborsare i milioni non versati del canone di concessione del servizio di distribuzione del metano. Una montagna di soldi accumulati negli ultimi anni, da quando il bando è scaduto e Centria, che pur continua a utilizzare le tubature, non ritiene di dover pagare. Cantano vittoria i comuni di Montevarchi, Cavriglia, Figline e Incisa Valdarno che tutti assieme devono avere 3,3 milioni. Ma il lodo dell’arbitrato sulla controversia, spalanca la strada alle altre rivendicazioni, in primis quella del Comune di Arezzo che ha promosso un’azione civile contro Centria (udienza il 15 giugno) e rivuole 3.131.466 euro che mancano all’appello. La materia è di quelle tecniche, poco masticabili dai non esperti di diritto amministrativo, ma l’argomento è di stringente attualità: il gas naturale, così caro per gli utenti alle prese con bollette da urlo. E le cifre di cui si parla sono importanti: un braccio di ferro tutt’altro che per soli specialisti. Possibile ricorso in appello anche se una sentenza della Corte costituzionale volge a favore dei municipi. Centria, per chiarezza, è la srl del gruppo Estra che si occupa della distribuzione del metano nei territori. Per svolgere l’attività deve pagare un tot, in base a contratti e accordi scattati dal 2011. Ma il punto è che negli ultimi tempi Centria opera in regime di proroga, con i termini del bando scaduti e in attesa della prossima gara europea. Si sa che in Italia le cose provvisorie durano molto. E le fasi “transitorie” possono riservare sorprese. Bene, la controversia tra Centria e comuni sta proprio su questo periodo di proroga per il quale la società non si ritiene obbligata a pagare il canone come in passato. E così ha fatto, sborsando ai comuni molto meno del normale corrispettivo o quasi zero. A quel punto c’è chi si è inalberato. In Valdarno il comune di Montevarchi guidato da Silvia Chiassai Martini, ha sollevato con forza il problema unendo le forze con i comuni di Cavriglia e di Figline / Incisa. La questione è così arrivata, su iniziativa proprio di Centria, davanti alla Camera Arbitrale per i contratti pubblici, cioè presso l’Anac, ed è di questi giorni l’atteso pronunciamento (presidente professor avvocato Fiorenzo Liguori). Il collegio, a maggioranza (due arbitri sue tre) ha respinto la domanda principale di Centria volta a dichiarare l’insussistenza dell’obbligo di corrispondere il canone nella misura prevista dal contratto; ha respinto la domanda subordinata di Centria tesa a rideterminare la misura del canone; ha accolto la domanda dei comuni e condannato Centria al pagamento a favore del concedente - i comuni - della somma complessiva di 3.300.718,81 euro più Iva, pari alla parte dei canoni non corrisposti per le annualità 2016, 2017 e 2018 oltre a interessi di mora. Accollate a Centria anche spese e onorari di giudizio per 40 mila euro. Le motivazioni potranno avere effetti anche sulla causa intentata dal comune di Arezzo. Anche se qui la situazione è diversa e viaggia dinanzi al giudice civile, in quanto in suolo aretino non esiste alla radice un contratto: la rete che apparteneva a Coingas (i comuni) fu acquisita da Estra, la spa formata dai soci tra cui Coingas, e adesso è appannaggio di Centria. A seguire la questione legale per il comune guidato dal sindaco Alessandro Ghinelli, è l’avvocato Lucia Rulli. La rivendicazione poggia sull’intesa iniziale da 984.291,88 euro. A partire dal 2014 Centria non si è sentita obbligata a rispettare l’accordo mentre a Palazzo Cavallo si sono annotate le cifre non corrisposte. Queste: 84.944 euro per il 2014, idem per il 2015, 763.257 per il 2016, 755.222 per il 2017, 726.225 per il 2018, 716.874 per il 2019. Totale oggetto di causa: 3.131.499.