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Arezzo, baby gang: liberato uno dei ragazzi. I giudici: non ci sono gravi indizi per misura cautelare in comunità

Luca Serafini
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Misura cautelare annullata per uno dei nove ragazzi colpiti dai provvedimenti emessi dalla giustizia minorile due settimane fa. Era ristretto in una comunità e non in carcere, perché la sua posizione è diversa e meno grave rispetto alle altre: non gli è infatti contestata l’associazione a delinquere. E’ chiamato in causa per gli episodi del 6 novembre 2021, le sei rapine in serie tra la zona del Prato e del Duomo, ma gli elementi raccolti non sembrano schiaccianti o comunque tali da giustificare la misura. “Non ci sono gravi indizi di colpevolezza”, ha stabilito l’altro ieri il tribunale del riesame accogliendo il ricorso presentato dal giovane attraverso l’avvocato Tommaso Ceccarini. Il provvedimento che riduceva la libertà del ragazzo è stato quindi cancellato. Resta ovviamente indagato ma è tornato nella sua abitazione. Nel corso degli interrogatori - in convalida e poi al riesame - il giovane ha sempre risposto alle domande dei giudici ed ha respinto con decisione l’accusa di aver partecipato a quelle violente scorrerie quando la “famiglia Montana”, questo il nome della banda ispirato al personaggio del film Scarface, intimoriva e picchiava le vittime per strappar loro soldi, oggetti, o solo per il gusto di esercitare dominio territoriale. “Quella sera ero con la mia fidanzata” ha detto il ragazzo, ammettendo comunque di essere stato nel pomeriggio, prima dei fatti, con alcuni dei giovani implicati nell’inchiesta fondata sulle indagini della Squadra Mobile e della Polizia Municipale. Nato in Italia da genitori stranieri, è tirato in ballo da una delle vittime che sostiene di averlo riconosciuto, mentre non ci sono chiamate in correità da parte degli altri. Dei 9 colpiti dalle misure, ora due restano ancora in comunità e cinque sono negli istituti penitenziari: il sesto, l’aretino difeso dall’avvocato Gabriele Tofi, ha ottenuto i domiciliari per concludere l’anno scolastico. Il capo della gang è ai domiciliari al nord: alcuni dei giovani continuano a vedersi su Instagram. Il ragazzo difeso da Ceccarini e tornato libero è diventato maggiorenne: 18° compleanno nella struttura dove era rinchiuso.