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Arezzo, vende casa per pagare retta Rsa della sorella. "Pensione di 1.200 euro ma spesa mensile di 3.100"

Luca Serafini
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La signora Paola ha 86 anni, non è autosufficiente, è vedova e senza figli. Riceve una pensione dei coltivatori diretti con accompagnamento per 1.250 euro. Gli assalti dell’età e gli acciacchi l’hanno resa incapace di provvedere a se stessa e a lei hanno pensato, fino a quando è stato possibile, il fratello e sua moglie. 
Adesso la signora Paola, riconosciuta invalida al cento per cento, è ospite di una Rsa dove sta benissimo, accudita e seguita in tutto, in un ambiente accogliente, pulito, professionale. C’è un solo problema: il costo della retta. Più del doppio della pensione della signora. Con tutte le immaginabili problematiche per i familiari. Costretti a vendere la casa della signora per far fronte al pesante impegno finanziario. 

Ecco, partendo dalla quotidiana e concreta esperienza, il signor Piero Fusi, ex dipendente comunale, colonna del municipio di Castiglion Fiorentino per lunghi anni in servizio come stimato responsabile della biblioteca, ci espone il disagio di chi deve fronteggiare situazioni così. Nell’auspicio che il tema venga dibattuto e affrontato, con le istituzioni più vicine ai cittadini.

Signor Piero, perché ad un certo punto ha dovuto portare sua sorella alla Rsa?

“Le sue condizioni fisiche non erano più tali da consentire una assistenza domiciliare da parte nostra. Per spostarla dalla carrozzina al letto servivano tre persone, provvedere alle varie necessità successive all’ischemia e ai suoi problemi era divenuta una cosa complessa. Così, dopo un periodo intenso nel quale abbiamo fatto da badanti di supporto alla badante, è stato inevitabile il ricorso alla casa di riposo”.

Quale avete scelto?

“Quella di Castiglion Fiorentino dell’Ente Serristori, la più vicina: offre livelli di assistenza ottimi con massima attenzione sotto il profilo dell’accoglienza e del controllo della salute. I costi, alti, sono in linea con quelli praticati dalle varie strutture, il servizio è ineccepibile, infatti il problema che voglio esporre riguarda il mancato adeguato aiuto economico alle famiglie da parte del servizio sanitario”.

Quanto paga di retta per sua sorella?

“La retta di maggio assomma a 3.120 euro circa per le due voci: quota sociale da 1.467 euro e quota sanitaria per 1.654 euro. A settembre saranno quattro anni durante i quali, anche con fatica, abbiamo sostenuto questi pagamenti che sono rilevanti”.

Ma ci sarà un contributo?

“Lo scorso anno ho avuto accesso a questa agevolazione: circa 40 euro di contributo al giorno per due mesi l’anno. Ora sono dietro a presentare di nuovo la domanda. Ma è chiaro che non risolve il problema”.

E quindi come fate?

“Mia sorella aveva una casa di proprietà e come amministratore di sostegno nominato dal tribunale ho avuto il permesso di poterla vendere. Anche se non era intenzione farlo, questa è rimasta l’unica strada praticabile. E in ogni caso mi domando, chi non ha un immobile cosa deve fare? Se lo possiedi e risulta nell’Isee, vieni considerato ‘ricco’ quindi non ti spetta neanche il contributo, se sei costretto a venderlo e magari a condizioni non favorevoli, per l’urgenza di farlo, non è che risolvi la situazione. Insomma, qualcosa che non funziona c’è”.

Quindi?

“Mi pongo la domanda: se una parte della retta è definita sanitaria, l’intervento dello Stato, attraverso la Regione, dovrebbe essere più tangibile per alleviare gli oneri delle famiglie. In giro anche nei talk show delle televisioni si parla di tanti argomenti, ma questo dei costi per i nostri anziani non mi sembra che venga trattato a sufficienza. Eppure mi pare reale e anche diffuso. Insomma, le famiglie sono lasciate sole di fronte ad un peso enorme. E ti possono pure capitare imprevisti legati alla burocrazia dal sapore della beffa.”

Tipo?

“Per dire, ho ricevuto una comunicazione dell’Inps che richiede indietro 502 euro che mia sorella avrebbe percepito come quattordicesima nel 2019 senza averne diritto”.

Il presidente dell’Ente Serristori, Alessandro Concettoni, che abbiamo contattato, come elemento conoscitivo ci spiega che la retta giornaliera presso la Rsa di Castiglion Fiorentino è di 98 euro, anche inferiore ad altre. L’Asl ha predisposto un sistema di voucher che incide per 53,32 euro. Con un meccanismo che può scattare in uno dei seguenti modi: a tempo determinato per due mesi indipendentemente dall’Isee; a tempo indeterminato per le persone che in base a certi parametri ne hanno diritto. Viene stilata una graduatoria. Strumenti e ammortizzatori ci sono, ma secondo il cittadino Piero Fusi risultano spesso insufficienti e inadeguati a fronte di costi da sostenere altissimi.