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Arezzo, pedopornografia: uomo a processo accusato dieci anni dopo per video con tre ragazzine

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Luca Serafini
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Dieci anni fa erano bambine. E secondo l’accusa che pende su un uomo, padre di una delle tre, furono vitime di uno squallido “gioco”: approfittando della vicinanza e della frequentazione, lui avrebbe compiuto disdicevoli molestie di carattere sessuale riprendendo con video scene e situazioni scabrose. Dieci anni dopo, la brutta e delicata vicenda - tutta da dimostrare - arriva davanti al tribunale di Arezzo in composizione collegiale, con presidente Filippo Ruggiero. Sì, dieci anni dopo. Perché la denuncia e lo sviluppo delle indagini sono arrivate molto dopo i fatti al centro del procedimento penale che, va sottolineato, restano ipotesi e non certezze. Quando le ragazzine sono cresciute ed hanno preso consapevolezza piena di quelle circostanze particolari, superando comprensibili timori, hanno raccontato. E’ stata la Procura distrettuale di Firenze con il suo personale di polizia giudiziaria a lavorare al caso mettendo in fila elementi, ricordi, verbali. Per competenza, infatti, spetta alla distrettuale occuparsi del reato di produzione di materiale pedopornografico. Una volta completato il quadro dell’attività investigativa preliminare, nonostante le difficoltà per il decorso del tempo, è scattato il rinvio a giudizio per l’uomo, incensurato, che si è visto incriminare per il grave reato. Lunedì 20 giugno in tribunale si difenderà. La vicenda è ambientata nell’Aretino e le presunte vittime avevano tutte età sotto i 14 anni. Una di queste sarebbe la figlia dell’imputato, le altre: due amiche. Ancora non è stato indicato il pubblico ministero della procura di Arezzo che si occuperà del processo, su delega della procura distrettuale fiorentina. E’ prevista la presenza della parte civile, l’udienza potrebbe essere celebrata a porte chiuse. L’articolo 600 del codice penale punisce con la reclusione da sei a dodici anni e con la multa da 24.000 a 240.000 euro chiunque “utilizzando minori di 18 anni realizza esibizioni o spettacoli pornografici o produce materiale pornografico”. All’uomo non sarebbe contestata la divulgazione delle immagini.