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Arezzo, benzina sopra i due euro, i gestori: “Noi penalizzati”. Allarme autotrasportatori

Sara Polvani
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Protestano benzinai e autotrasportatori che chiedono interventi immediati del Governo. La benzina anche al self si trova ormai stabilmente sopra i 2 euro e con il diesel di poco sotto alla stessa soglia. “Purtroppo”, commenta Claudio Marraghini, presidente Faib Confesercenti Arezzo, “questi rincari ormai quotidiani fanno male non solo alle tasche delle famiglie, ma anche a quelle dei gestori delle pompe di benzina, perché le erogazioni diminuiscono e, anche se i prezzi salgono, a loro continuano ad andare solo tre centesimi il litro. La situazione è davvero preoccupante”. Per i gestori degli impianti è davvero un periodo critico: aumenta l’esposizione per l’acquisto dei prodotti, si riducono le vendite e si devono fare i conti con l’aumento dei costi di gestione. “A chi ci accusa” continua Marraghini della Federazione autonoma italiana benzinai di Arezzo, “che anche i gestori ci guadagnano, ancora una volta voglio chiarire come noi non ci stiamo guadagnando affatto, anzi la gente consuma meno, i nostri piazzali erano vuoti durante la pandemia e lo sono anche adesso. Con la guerra in Ucraina e i rialzi dei prezzi, l’erogazione di carburante è già scesa del 25%. I consumi calano, le quotazioni sono alle stelle, ma noi continuiamo a incassare sempre tre centesimi al litro”.

 

 

Se la benzina rincara, tra l’altro”, prosegue Marraghini, “è un problema anche per noi, che la acquistiamo ad un prezzo esorbitante, con pagamento alla consegna o, bene che vada, entro i successivi due o tre giorni. Ma se le persone consumano meno carburante, quei due o tre giorni di comporto non sono niente e infatti siamo già tutti in crisi di liquidità. Con questa situazione il rischio sempre più reale è che i gestori chiudano e gli impianti si trasformino in distributori automatici h 24. Stimiamo altri 7-8 impianti pronti alla chiusura entro fine anno nell’intera provincia”. “Un prezzo unico, senza distinzione tra self e servito (siamo l’unico Paese con il doppio prezzo), amministrato e controllato dal Governo e valido in tutta Italia. Solo così si metterebbe fine alle speculazioni”, conclude Marraghini. “L’intervento del Governo sulle accise, che ha ridotto la tassazione di 30,5 cent, è stato prorogato fino all’8 luglio, tuttavia i prezzi hanno continuato a crescere. Non dimentichiamo che l’aumento dei prezzi fa anche aumentare il gettito dell’Iva, che a nostro avviso non deve incassare lo Stato ma deve essere utilizzato per abbassare le accise e tenere calmierato il prezzo alla pompa”.

 

 

“La situazione è drammatica”, aggiunge il coordinatore provinciale della Federazione trasporti di Confartigianato imprese Arezzo, Francesco Meacci. “L’intervento del Governo sulle accise è stato completamente vanificato dai nuovi aumenti che allo stato attuale sono assolutamente arbitrari: non c’è nulla che li giustifichi. E’ una cosa su cui credo che il Governo debba intervenire in modo veloce e costante, mettendo un tetto massimo per legge al costo del carburante alla pompa. Ci siamo anche confrontati in associazione: se il Governo fa un taglio lineare di altri 25 centesimi si ritorna a 1,80 euro, che risalirà a 2 euro in estate. Sono logiche di mercato e rialzano i prezzi. Dobbiamo intervenire con una legge specifica per il costo dei carburanti a prezzo calmierato. Non ci sono altre soluzioni, altrimenti siamo continuamente a rincorrere il prezzo del gasolio. Si rischia che il gasolio arrivi a 2,5 euro ma già il servito arriva a 2,4 euro”. “In aggiunta, per l’autotrasporto”, conclude Francesco Meacci, “è chiaro che si ha un aumento dei costi dei servizi di trasporto dove possibile perché le imprese sono già al limite e corrispondere il giusto compenso ai trasportatori non ce la fanno. Gli autotrasportatori inoltre dovevano avere 500 milioni di euro per i ristori sui carburanti e non hanno avuto niente”.