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Crisi Fimer, giudice convoca azienda in concordato per verifica su piano di salvataggio con investitori

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Faccia a faccia tra giudice fallimentare e Fimer. E’ convocata per oggi al tribunale di Arezzo un’udienza di verifica nell’iter del concordato. Non si tratta di un passaggio processuale vero e proprio ma è il giudice delegato Federico Pani che ha convocato la società con lo scopo di verificare lo stato di avanzamento dei rapporti con gli investitori e per riferire sullo stato dei lavori sulla proposta e sul piano concordatario. Fimer aveva chiesto e ottenuto due mesi in più di quelli concessi proprio per completare la trattativa e mettere a punto l’operazione finanziaria e industriale volta al rilancio dell’azienda che opera nel settore delle nuove energie - inverter per il fotovoltaico - ma è entrata in un vortice di negatività dal quale cerca di riprendersi. Dei circa quattrocento dipendenti, quelli più qualificati, una ottantina, hanno trovato nuova collocazione essendo figure richieste dal mercato. Gli altri restano in balia delle onde e con essi altrettanti dell’indotto. Il 21 giugno al Ministero dello sviluppo economico è in programma un nuovo incontro, proprio a ridosso dello sprint finale del concordato al cui esito sono appese le sorti di centinaia di lavoratori. Intorno a Fimer si sono registrati gli interessamenti di Attestor Capital e Certina Holding. Per risollevare le sorti dell’azienda con sede a Vimercate e presieduta da Filippo Carzaniga, servono, oltre che idee e strategie, soldi freschi e l’iniezione di liquidità è calcolata in diverse decine di milioni. A che punto sia l’elaborazione del piano e se questo sia imperniato sul fondo britannico Attestor, che ad un certo punto sembrava decisamente in vantaggio, o sulla tedesca Certina, di Monaco, questo non è dato sapere.
Intanto nei giorni scorsi sul versante sindacale, Fim-Cisl non ha firmato la proroga del contratto di solidarietà, un no giustificato - motivò la sigla sindacale - dal “rischio che questa società lo utilizzi per risolvere i propri problemi a scapito dei lavoratori. A nemmeno venti giorni dallo scadere della procedura concorsuale i lavoratori della Fim erano pronti a scegliere garanzie per il proprio futuro, rinunciando, se non ci fossero state, ad un ammortizzatore sociale ma obbligando tutti a dover rispondere ad una sola domanda, ossia che cosa si fa ora”. Con il conto alla rovescia in corso e l’unità sindacale in frantumi, oggi verifica in tribunale. Trattativa blindata ma dalla società filtra ottimismo per il closing del piano di salvataggio e rilancio.

Lu.Se.