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Banca Etruria, Pier Luigi Boschi e gli altri tredici assolti dall'accusa di bancarotta per le consulenze: "Il fatto non sussiste"

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"Il fatto non sussiste". Assoluzione per Pier Luigi Boschi e gli altri tredici imputati finiti a processo per bancarotta semplice in merito al crac di Banca Etruria. Il giudice monocratico del tribunale di Arezzo, Ada Grignani, alle 11.20 ha pronunciato il dispositivo che chiude in primo grado il filone delle cosiddette consulenze d'oro, svariati milioni spesi per advisor e studi legali nel 2014 quando l'istituto di credito doveva trovare un partner con cui aggregarsi. Boschi, padre della parlamentare Maria Elena, era chiamato in causa quale ex vice presidente della banca.

 

Alla lettura della sentenza era presente il procuratore capo Roberto Rossi: la procura aveva chiesto condanne per tutti, due anni per Boschi. La parte civile con l'avvocato Lorenza Calvanese nelle repliche aveva ribadito la richiesta di condanna. Assoluzione quindi con la stessa formula del processo principale per la bancarotta fraudolenta terminato a ottobre con la raffica di assoluzioni. Vicenda che entro il 2022 arriverà in appello.

Soddisfazione per gli avvocati di tutti gli imputati. Pier Luigi Boschi era assistito dall'avvocato Gildo Ursini di Roma. Le arringhe difensive avevano tutte smontato l'impalcatura accusatoria ritenendo i conferimenti degli incarichi come mere esecuzioni di quanto dettato a Bpel da Banca d'Italia. Secondo la procura di Arezzo invece c'erano stato condotte gravemente imprudenti che avevano impoverito ulteriormente la banca aggravando il dissesto. Amarezza dei risparmiatori presenti. Tra novanta giorni le motivazioni della sentenza.

Tra i primi commenti alla sentenza, quello dell'avvocato Luca Fanfani, difensore di Emanuele Cuccaro, ex vice direttore di Etruria. "Quattordici imputati, due C.d.A., un direttore generale e un vice direttore generale di Banca Etruria ancora una volta a processo per bancarotta. E nuovamente tutti assolti. Auspico che le  novità previste dalla delega Cartabia, a partire dalla possibilità di celebrare solo processi solo a condizione che vi sia una 'ragionevole previsione di condanna' contribuiscano ad evitare in futuro processi largamente inutili come questo".

L'avvocato Luca Fanfani prosegue: "È emersa una verità scontata, ossia che nel momento in cui Banca d'Italia nel dicembre 2013 impone a Banca Etruria di trovare un altro istituto con cui fondersi, la obbliga, va da sé, ad accollarsi ingenti spese per advisor, legali finanziari e industriali, esattamente le spese contestate dalla Procura. Una conclusione ovvia per un processo largamente inutile"..

Lu.Se.