Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Crisi Fimer, fumata grigia in tribunale: l'azienda punta all'intesa con il fondo Certina di Monaco

  • a
  • a
  • a

Fumata grigia al tribunale di Arezzo nell’incontro di ieri mattina alle 13 tra il giudice delegato della sezione fallimentare, Federico Pani, il consiglio di amministrazione di Fimer, l’attestatore dell’operazione e i legali dell’azienda di Vimercate. L’operazione di salvataggio incanalata nel concordato preventivo in continuità starebbe procedendo, seppur nella complessità della situazione, con buone possibilità di riuscita nei termini previsti e cioè entro il 28 giugno. Bocche cucite, massimo riserbo, nessuna dichiarazione ufficiale ma quello che si percepisce fuori dal palazzo di giustizia di Arezzo è che l’azienda degli inverter per il fotovoltaico può farcela. Dita incrociate, ma qualche spiffero positivo arrivo. Piedi per terra e prudenza. Il 21 poi ci sarà l’incontro al tavolo del Ministero dello sviluppo economico a Roma nel quale le carte potrebbero essere spiegate meglio dall’azienda. Da quel poco che filtra emerge poi che rispetto ai due fondi che si erano avvicinati a Fimer manifestando interesse, quello più vicino alla soluzione sarebbe Certina, il primo che si era fatto avanti. In una fase successiva erano stati britannici di Attestor a superare i tedeschi e pareva che l’operazione fosse incanalata in questa direzione. Invece il fondo di investimento di Monaco pare aver preso quota con l’intenzione di acquisire la realtà produttiva di Terranuova Bracciolini. Ma occorre non fare voli con la fantasia prima del tempo e attendere che effettivamente la situazione imbocchi la via della soluzione definitiva. Il tribunale da parte sua sta monitorando la situazione e proprio per questo il giudice della sezione fallimentare del tribunale di Arezzo ha convocato la società, gli avvocati dello studio aretino Gatteschi e Catacchini e l’attestatore Massimo De Dominicis. Il confronto sta andando avanti e dato che in ballo ci sono cifre alte, l’affare non si può ritenere chiuso fino alla firma. Con il fiato sospeso le centinaia di lavoratori tra diretti e indiretti che lavorano in uno stabilimento che, con i tempi che corrono e la transizione energetica in atto, dovrebbe andare a gonfie vele e invece è in panne. Si sta spegnendo come denunciano le organizzazioni sindacali tra le quali si è registrata, ultimamente, qualche smagliatura. La giornata di oggi potrebbe vedere un intervento dello stesso giudice con un provvedimento di conferma del percorso intrapreso da Fimer.

L.S.