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Il dopo Giostra e la consegna della Lancia dal palco. Bertini: "In piazza più coinvolgente, ma meno sicuro"

Francesca Muzzi
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Paolo Bertini, consigliere comunale e delegato alla Giostra del Saracino, adesso può tirare un sospiro di sollievo. E’ finita la Giostra di giugno, quella della ripartenza, “quella vera”, come l’ha chiamata il sindaco Alessandro Ghinelli. Stacca la spina, Paolo Bertini, dopo una settimana di fuoco, preceduta già da prima da tutta l’organizzazione, prima di pensare alla prossima edizione, quella di settembre. “E’ stata una Giostra importante e bellissima - dice Bertini - Praticamente abbiamo ripreso da dove avevamo interrotto in quel giugno del 2019. Non c’è stato niente che sia andato storto o che altro”. Tutto secondo copione, compresa la consegna della Lancia d’oro. E’ ormai dalla decisione presa nel 2016 che questa viene fatta in un balcone di piazza Grande, lontano da tutto e da tutti. Sul balcone ci sono solo il sindaco e il rettore del quartiere che prende la Lancia e la mostra ai quartieristi e giostratori che sono sotto, in piazza, ad aspettare. Un tempo invece la Lancia veniva consegnata in tribuna A, oggi tribuna Chimet. Ma nell’agosto del 2016 fu proprio Ghinelli a scegliere di cambiare posto, dopo che anche il suo predecessore Giuseppe Fanfani, aveva preso spintoni e botte proprio per consegnare la Lancia. Una decisione che non è mai andata giù agli amanti della Giostra, perché è un po’ staccata da tutto il contesto. A questo va poi aggiunto che lo stesso sindaco non si gode la Giostra fino in fondo, costretto dal lungo giro per raggiungere il balcone e indossare gli abiti della Giostra. Sabato, per esempio, Ghinelli ha lasciato la piazza verso la fine della prima carriera. Ancora. Quando il rettore Gori ha preso la Lancia ed è stata consegnata al capitano Geppetti, quest’ultimo l’ha portata in tribuna a festeggiare insieme ai quartieristi e ai due giostratori, Cicerchia e Scortecci. E dunque non sarebbe il caso di pensare ad un ritorno al passato, magari con qualche accortezza in più? “Prima di tutto - risponde Bertini - la Giostra non si cambia da un’edizione all’altra, ma da un anno all’altro. E dunque non credo che ci saranno cambiamenti a settembre riguardo alla consegna della Lancia”. “Quando, mi riferisco a sabato sera - prosegue Bertini - il capitano di Porta Santo Spirito ha portato la Lancia in tribuna, era già un’altra piazza. Gli altri quartieri e quartieristi erano andati via e quindi rispetto alla consegna come avveniva in passato, ci sono stati altri tempi tecnici”. Ma non esclude che ci sia un ripensamento su questo. “Guardando quello che succedeva prima, è chiaro che la consegna della Lancia dentro la piazza è molto più coinvolgente - prosegue Bertini - e dunque è sempre allo studio il modo per cercare di renderla una festa per tutti, ma nello stesso tempo anche sicura verso chi consegna la Lancia”. “Diciamo - prosegue Bertini - che è sempre sul piatto questo tipo di proposta per riportare la consegna della Lancia nel cuore della piazza, ma dobbiamo anche pensare, per esempio, che da via Vasari escono tre quartieri su quattro, insomma se ci sarà un cambiamento deve, come sempre, essere ben ragionato con tutte le componenti”. E intanto va in archivio anche la Giostra di giugno 2022. Qualcosa da rivedere? “Assolutamente no. Questa è la Giostra. E’ sempre stata così. Prima del Covid e ancora prima. Praticamente siamo ripartiti con lo stesso copione e mi sembra che tutto sia filato liscio”.
Una Giostra che ha incoronato, il quartiere di Porta Santo Spirito che dopo lo stop dello scorso settembre quando vinse Porta Crucifera, è tornato a primeggiare insieme a Elia Cicerchia e Gianmaria Scortecci che loro la festa se la sono goduta tutta, balcone o non balcone.