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Canguro investito da auto, ecco cosa è successo e l'amara riflessione del sindaco Simona Neri

Luca Serafini
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Un canguro sbuca sulla provinciale, investito e ucciso. E’ successo a La Trove, località del comune di Pergine Valdarno Laterina, al confine con i territori di Civitella in Val di Chiana e Bucine. Una strada immersa nella natura piuttosto trafficata e dove le auto sfrecciano di giorno e di notte. Una di queste ha centrato l’animale esotico che ha fatto la fine del gatto in tangenziale. L’impatto risalirebbe alle 3 tra sabato e ieri, la macchina avrebbe poi proseguito la marcia e il ritrovamento è avvenuto di primo mattino. Chi ha visto la carcassa dell’animale a bordo strada ha notato che non si trattava di un cane, una lepre, un capriolo, tanto meno di un cinghiale. Era un canguro. Anzi, per l’esattezza, secondo quanto riferiscono alla Veterinaria della Azienda sanitaria, un esemplare di wallaby, marsupiale che condivide fattezze e caratteristiche del canguro ma è considerato a sé ed ha dimensioni molto più piccole. Un maschio, adulto. E’ stato raccolto dagli operatori del Soccorso fauna selvatica e portato ad Arezzo a disposizione dell’Istituto Zooprofilattico, in una cella frigorifera in attesa di accertamenti e analisi. Il singolare investimento ha sollecitato subito la domanda più scontata: che ci fa un canguro da queste parti? da dove viene? La risposta ce la fornisce il dipartimento di Veterinaria dell’Asl che in base a segnalazioni pervenuta da un anno a questa parte, ritiene presente una famiglia di questa specie nella zona del Calcione nel comune di Lucignano. Un’area coperta da vegetazione che pullula di specie selvatiche della fauna tradizionale, alle quali si sarebbero uniti marsupiali, che prima appartenevano a qualche privato. O sono scappati o sono stati abbandonati. Ed è iniziata una contaminazione di specie autoctone ed estranee al nostro habitat, tutta da monitorare. Gli avvistamenti si sono susseguiti nel tempo. Ulteriori accertamenti verranno svolti ora, dopo che un esemplare è finito sotto le ruote di una macchina. Il sindaco di Pergine, Simona Neri, in un post sul suo profilo Facebook ha scritto: “Questa mattina presto sono stata avvisata che lungo la provinciale della Trove si trovava la carcassa di un canguro, probabilmente investito da un'auto durante la notte, ed è stato chiesto l'intervento del Comune per ritirarne il corpo. Da tempo circolavano segnalazioni della presenza di questo particolare animale, ma non nel nostro Comune, credo che sia arrivato qui dopo lunghe peregrinazioni”. E ancora: “Sono rimasta scioccata, dispiaciuta ed amareggiata: non è la prima volta che animali esotici o pericolosi vengono adottati e detenuti irresponsabilmente come giocattoli all'interno delle abitazioni private, magari acquistati ricorrendo al mercato nero. Questa creatura - conclude - si è trovata a vivere in un ambiente estraneo, senza un branco di riferimento, senza misure protettive adeguate per la sua detenzione in cattività: quello di stanotte è stato un epilogo tragico ma fin troppo scontato. Mi dispiace moltissimo”.

LA RIFLESSIONE DEL SINDACO

Il caso del canguro ha particolarmente toccato Simona Neri, sindaco di Pergine Valdarno Laterina, che successivamente ha scritto una articolata riflessione:

"C’ho pensato tutto il giorno, ci sono stata male. I miei operai reperibili che sono intervenuti sul posto mi hanno informata che avevano fatto dei rilievi ed avevano delle immagini. Non le volevo guardare, non avevo alcuna voglia di guardarle e men che mai di renderle pubbliche. 

Però è vero, io penso che bisogna sempre trovare il modo di dare un senso a tutte le cose che accadono e che ci accadono. Anche alle più assurde, stupide e superficiali come ad esempio quella di togliersi lo sfizio di portarsi a casa, in Italia, un canguro per poi lavarsene le mani e lasciarlo vagare per mesi in un ambiente ostile e dall’altra parte del mondo rispetto a dove sarebbe dovuto essere. 

L’unico senso che questa triste storia può avere è poter dire, gridare che questa foto, peccato che non si senta l’odore e il ronzio delle mosche (ma mi assicurano che c’erano eccome), è l’inevitabile e più che prevedibile epilogo di cotanta stupidità e superficialità. 

Ed allora il senso non può che essere questo: guardatevi sempre da stupidi e superficiali, instancabili produttori di disastri, per se stessi, ma purtroppo anche per tutti quelli che hanno intorno, umani o animali che siano.

Ciao cangurino, Laterina Pergine Valdarno e’ bellissima, solo che tu semplicemente non dovevi essere qui, non dovevano portarti qui, dovevano lasciarti in pace fra i tuoi simili."