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Arezzo, vandali a San Polo fanno crollare le colonne del muro della Via Crucis

Alessandro Bindi
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Vandali a San Polo. Terremoto di inciviltà fa crollare le colonne del muro di recinzione che costeggia la Via Crucis della Pieve di San Polo lungo la strada sacra che porta al camposanto. E’ don Natale Gabrielli a segnalare l'accaduto, denunciando l'episodio, probabilmente di teppismo, ai carabinieri. Distrutte, inspiegabilmente e senza nessun motivo, sei colonne in mattoni. Abbattute, nottetempo, le sfere di cemento posizionate sull’estremità dei pilastri. Il raid probabilmente risale a sabato notte. Ad accorgersi dell’accaduto è stato il parroco domenica mattina dopo essere uscito dalla canonica per andare a celebrare la Messa. “Un’azione ingiustificabile” commenta don Natale Gabrielli. “Un atto deprecabile e un’offesa alla civiltà ma soprattutto a chi l’ha compiuto”. I vandali hanno colpito lungo la strada che congiunge l'antica Pieve di San Polo al Santuario della Madonna e proprio sul tratto dove sono posizionate le quattordici croci indicanti le stazioni della Via Crucis. Un luogo caro alla comunità religiosa e ai fedeli che condannano l’accaduto. 
“Una mancanza di rispetto” aggiunge don Natale “in una zona dove cerchiamo di tenere alto il decoro con impegni anche economici”. Il recente restauro del muro di contenimento del terreno dove si svolge la famosa sagra paesana in programma nei prossimi giorni - dal 23 al 36 giugno e dal 30 giugno al 3 luglio – è stato vanificato. A terra adesso restano le colonne per le quali servirà un’opera di restauro. “Mi prende l’angoscia” ribatte don Natale “per il consistente danno ma la tristezza maggiore è per chi l’ha compiuto. Vedo il vuoto per gli autori di un atto di vandalismo stupido e inutile. Danneggiare le colonne in mattoni, spezzarle e far cadere a terra anche le sfere in cemento, lo ritengo un comportamento che non trova nessun fondamento razionale”. La sensazione è che il gesto possa essere ricondotto a un atto di una gang. “Spero” dice don Natale “che siano identificati i responsabili. Probabilmente i danneggiamenti sono stati compiuti la notte del Saracino. Alcuni residenti della zona hanno sentito urla e schiamazzi”. Ma cosa abbia spinto a compiere un gesto del genere è inspiegabile. Magari il raid è stato fatto per abbattere la noia estiva. Oppure è stato dettato semplicemente dall’insensata e irresponsabile voglia di compiere un atto vandalico, per gioco. 
Abbattuta la prima colonna facilmente raggiungibile dal piano stradale, i vandali sono poi saliti sul muro dove hanno abbattuto gli altri cinque pilastri come birilli. La riflessione per il parroco è: “Quale futuro ci si deve attendere? Compiere un raid vandalico è una vigliaccata; è questo quello che vorrei dire ai responsabili. Non c’è nessuna bravata, nessuna goliardia e nessun motivo di divertimento. Mi domando dove andremo a finire di questo passo?” Lo scempio appare doppio considerando la sacralità del luogo. “La strada l’ho ribattezzata Via Sacra” conclude don Natale, “perchè collega la chiesa paleocristiana di San Polo con quella di San Fabiano. Siamo tra l’altro a pochi passi da villa Gigliosi, luogo dove si è consumato l’eccidio di San Polo il 14 luglio 1944”.