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Siccità, invaso di Montedoglio: "Per adesso non abbiamo criticità. Stagione irrigua salva"

Francesca Muzzi
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“Al momento, l’invaso di Montedoglio non è a rischio siccità”. Il presidente di Eaut, Domenico Caprini, rassicura sulla stagione irrigua e sottolinea: “A differenza di altri invasi in Italia, il nostro non è in condizioni critiche, tenuto conto anche della limitazione di invaso - inerente il ripristino dello sfioratore - e viste le precipitazioni che si sono registrate dal dicembre 2021 fino all’aprile 2022 che hanno consentito di arrivare alla massima quota autorizzata pari a circa 70 milioni di metri cubi”. A conferma del buono stato di salute, arriva Coldiretti che lancia l’allarme invece per quelle zone dove le acque di Montedoglio ancora non arrivano: “Le riserve di acqua possono bastare per un’altra settimana, al massimo quindici giorni”. Ma andiamo con ordine. L’estate che da maggio è entrata dirompente con temperature pari a quelle di luglio, mette a rischio le coltivazioni. Soprattutto per il perdurare della siccità. Non piove e se lo fa, provoca danni come quelli che ci sono stati la scorsa settimana in Valdichiana. Ma ad oggi come è la situazione dell’acqua? Partiamo da Montedoglio. “Il nostro invaso, rispetto a tanti che stanno soffrendo in Italia, è in linea con le gestioni precedenti in particolare con quella dello scorso anno”, dice Caprini. E tutto ciò è di buon auspicio per le coltivazioni: “Stando così le cose, dovremmo riuscire – salvo un uso imprevedibile e incontrollato della risorsa idrica nelle colture irrigate - a garantire la stagione irrigua che è cominciata lo scorso 15 maggio e che andrà avanti fino al prossimo 15 di settembre. Certo, se dovesse essere un’estate completamente asciutta, i problemi ci sarebbero per il restante periodo dell’anno per quanto riguarda gli altri utilizzi (idropotabile ed ambientale), per il momento però le aree servite dalla diga di Montedoglio non stanno soffrendo rispetto invece a quanto succede nel resto d’Italia”. E se Montedoglio garantisce alle coltivazioni la propria acqua dove questa arriva, Coldiretti lancia l’allarme per quelle zone dove le acque di Montedoglio invece ancora non arrivano. Il direttore Raffaello Betti sottolinea: “Dove l’acqua di Montedoglio può innaffiare le coltivazioni, al momento non ci sono problemi. Ci sono invece per quanto riguarda quelle terre dove l’acqua di Montedoglio ancora c’è. In questo caso, gli agricoltori devono andare avanti con gli invasi privati e le scorte stanno diminuendo giorno dopo giorno”. Tanto che il direttore dà un limite: “Hanno acqua per una settimana, al massimo quindici giorni. Certo, non siamo ai livelli che ci sono per esempio in Lombardia, ma comunque anche le nostre colture cominciano a soffrire. Prima fra tutte il grano dove quest’anno sarà anticipata la mietitura”. In più ci sarà una bassa resa per i cereali in generale, mentre in sofferenza sono anche gli olivi che dopo un’ottima fioritura a causa del vento e del forte caldo si stanno perdendo i loro frutti. Nel frattempo Coldiretti, insieme al Consorzio di Bonifica sta anche mettendo a punto una struttura per convogliare le acque di Montedoglio anche nelle zone dove queste non arrivano. Ma ad oggi, comunque, la situazione è questa: chi non è bagnato dall’invaso, rischia di restare a secco di acqua. E pensare che l’Italia non è un paese dove non piove: “Al contrario - spiega il direttore Betti - Abbiamo un’altissima piovosità, anche più della Gran Bretagna. E’ solo che siamo anche uno dei paesi che non riusciamo a trattenere quest’acqua come si deve. Quindi è vero che è un periodo particolarmente siccitoso, ma è anche vero che se non sfruttiamo al massimo quello che i mesi d’inverno ci portano, saremo sempre punto e a capo”.