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Arezzo, morto a 33 anni travolto in moto: perizia non conferma uso di droghe dell'automobilista

Luca Serafini
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Non ci sono elementi scientifici certi per affermare con certezza che l’automobilista che travolse Enrico Occhini, morto in moto il 31 luglio 2020, avesse assunto sostanze stupefacenti prima di mettersi alla guida. Sarebbe questo l’esito della perizia disposta dal giudice Giulia Soldini sul 34enne di origini albanesi accusato di omicidio stradale per la tragedia avvenuta sulla Statale 73 alle porte di Arezzo, nella quale perse la vita il 33enne di Palazzo del Pero residente ad Agazzi. L’esito dell’accertamento medico legale svolto dalla dottoressa Vanessa Valeri è stato depositato proprio in questi giorni, alla vigilia dell’udienza in programma mercoledì 29 giugno, quando in tribunale sono previste le conclusioni della procura e della difesa, quindi camera di consiglio e sentenza. Se confermate queste indiscrezioni, verrebbe quindi a cadere un’aggravante molto pesante per l’imputato, tale da incidere di molto nella valutazione finale della pena. Da quanto filtra, le benzodiazepine trovate nel sangue dell’automobilista potrebbero essere correlate agli anestetici che gli furono somministrati al momento dei soccorsi successivi all’impatto. Manca in sostanza un elemento oggettivo per sostenere che il 34enne fosse drogato quando la macchina occupò la corsia opposta con una svolta a sinistra in un tratto con doppia corsia e finì contro la Ducati.
Sull’aspetto, rilevante, delle condizioni psicofisiche dell’imputato al momento dell’incidente, l’avvocato difensore Alessandro Mori aveva prodotto due consulenze tecniche: una relazione sulla dinamica dell’incidente ed una per mettere in dubbio l’assunzione di sostanze psicotrope. Il giudice dell’udienza preliminare ha quindi nominato un suo esperto per chiarire l’eventuale assunzione di droghe. Ora tutte le carte sono tornate e il processo sulla dolorosa vicenda si può concludere. La famiglia della vittima, dinanzi ad una perdita incolmabile, affidandosi agli avvocati Marta Tofani, Osvaldo Fratini e Filippo Alberti ha già definito in sede civile gli aspetti risarcitori con l’assicurazione: non è pertanto costituita parte civile. In quel tardo pomeriggio d’estate, dopo le 19, Occhini era in sella alla sua Ducati e percorreva la 73 quando nei pressi dello svincolo per San Marco si trovò di fronte la Ford Focus condotta dal 34enne con a bordo un coetaneo. L’automobilista accusato di omicidio stradale ha chiesto il rito abbreviato, che consente la riduzione di un terzo della pena in caso di condanna. Pena che - se fosse stata riconosciuta l’aggravante della guida in stato di alterazione per uso di sostanze psicotrope illecite - avrebbe potuto assumere notevoli proporzioni. Secondo quando sembra emergere, come sostenuto dalla difesa, quella positività alle benzodiazepine sarebbe da ricondurre ai farmaci somministrati dai sanitari al giovane, che rimase ferito e fu trasportato all’ospedale. Quanto all’alcol, gli fu riscontrata una presenza di 0,7 milligrammi/litro: sopra i limiti. Il 33enne, appassionato di moto e giocatore di calcetto, tornava verso casa. [TESTO]Valutazioni dei periti diverse anche sulla velocità della moto. Aspetto irrilevante secondo la procura sull’esito tragico dell’impatto. [/TESTO]Dopo la battaglia di perizie, la prossima settimana arriva il verdetto.