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Arezzo, Renato Bircolotti a sorpresa mossiere del Palio di Siena: "Sono pronto". Gli inizi, l'esperienza, gli ippodromi, il verrocchio

Luca Serafini
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Renato Bircolotti mossiere del Palio di Siena. Da vice a titolare: la nomina è arrivata alle 20 di ieri, inattesa, dopo l’improvvisa rinuncia per motivi di salute dell’ex olimpionico Bartolo Ambrosione che aveva il compito di dare il via alla sfida di sabato 2 luglio. “Sono pronto”, la risposta di Bircolotti alla chiamata. Uno specialista nelle partenze dei cavalli, che si tratti di palii o di corse negli ippodromi. Di Castiglion Fiorentino, 57 anni, Bircolotti dal 1992 è nel settore dei cavalli. “Ha competenza e professionalità, conosce bene le dinamiche del Palio e sarà all’altezza dell’incarico”, dice il sindaco di Siena Luigi De Mossi.

Bircolotti, una nomina improvvisa.

“Il ruolo di vice, ufficializzato nel 2019 e che ho ricoperto quell’anno, prevede anche questo. Conosco il Palio, ho una certa esperienza. E ho svolto un intenso lavoro a monte, in base al protocollo equino del Palio di Siena: ho seguito le dieci giornate di addestramento dei cavalli nelle piste di Mociano e Monticiano, riproduzioni esatte della pista di Piazza del Campo”.

Simulazioni. 

“Test per far abituare i cavalli a ciò che accade in piazza. Una pista è più funzionale per provare la mossa, l’altra per galoppo e traiettorie nelle curve e sulle pendenze”.

Lei doveva essere al fianco di Ambrosione, poi il colpo di scena.</CF>

“Con Ambrosione c’è un rapporto di stima e grande collaborazione. Un fulmine a ciel sereno. In serata ho ricevuto l’incarico e sono a disposizione”.

Come saranno i cavalli di questo palio?

“Molti soggetti nuovi, alto livello, omogeneo, senza fuoriclasse. Ne ho visti provare un centinaio. Poi il numero si riduce con le pre visite, le selezioni di idoneità, fino alla tratta”.

Come si diventa mossieri?

“Iniziai a Castiglion Fiorentino, il mio paese, quasi per gioco nel 1992 durante le corse di consolazione. Poi sono andato avanti, gavetta, esperienza. No, non c’è un albo. Si entra nel giro. Ho dato la mossa a 86 palii e 42 sono Asti, Legnano, Fucecchio, i più importanti a livello nazionale”.

Tutto liscio o qualche problema l’ha avuto?

“Le mosse non sono sempre come si vorrebbe, come le gradirebbe il mossiere o le contrade. Anche per i mossieri ci sono alti e bassi. Non potrà mai essere tutto lineare. Però c’è chi dopo un breve periodo è sparito, io dopo trenta anni sono qui a fare il mossiere. Basta essere seri e preparati”.

Che sensazioni dà il Palio di Siena?

“Indescrivibili. Anche se noi dobbiamo mantenere il necessario distacco, e la gente ti gira intorno come una autorità, vedi da dentro i meccanismi, gli umori, le pulsioni di quello che all’esterno è uno spettacolo”.

Lei va a cavallo?

“Non ne ho il tempo. Sono sempre impegnato. Sono uno dei cinque starter incaricati dal Ministero a livello nazionale e questa attività mi tiene impegnato 120 giorni l’anno. [TESTO]Domenica sarò all’ippodromo di Livorno”. Prima lo attende il verrocchio.