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Arezzo, rientrata (per ora) l'emergenza nei ristoranti: "Studenti chiedono di lavorare, ma mancano i professionisti"

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“La notizia è che l’emergenza stagionale, al momento, non c’è più. Resta però un altro problema legato alla carenza di personale specializzato per le cucine e la sala, anche se per quanto riguarda il resto, abbiamo trovato giovani senza o con pochissima esperienza che vengono a lavorare”. Quasi a sorpresa, ma forse non troppo, Federico Vestri, presidente ristoratori aretini di Confcommercio, traccia un quadro più ottimistico rispetto a quanto succedeva all’inizio della stagione estiva. “Ad ora l’emergenza del non trovare lavoratori – sottolinea – si è un po’ calmata, perché un mesetto fa, vale a dire ad inizio stagione, c’era una richiesta univoca da parte di tutti e perciò ci siamo trovati in affanno e tutti dovevano organizzare il proprio staff in vista della ripartenza”. 
“Ad ora, anche con il fatto che le scuole sono chiuse, c’è una richiesta di lavoro che viene in parte soddisfatta”, anche se, puntualizza Vestri: “Non si trovano le figure professionali, tuttavia si trovano gli studenti che vogliono guadagnare, magari per poi andare in vacanza, oppure per pagarsi le tasse dell’università e quindi fino a settembre, ottobre siamo coperti per le mansioni più semplici. Tanto che stanno arrivando diversi curriculum di ragazzi che sono interessati al lavoro. Per questo, possiamo dire che l’emergenza che c’era all’inizio della stagione per il momento è in parte rientrata”. Ma non sono tutte rose e fiori, perché accanto alle assenze di figure professionali, c’è chi neanche gli stagionali li ha trovati e dunque: “Chi si è trovato per così dire a piedi ha dovuto ridurre i posti a sedere. C’è, per esempio chi non fa più eventi, chi ne ha tolti, chi ha preso meno persone a tavola, anche se tutto ciò è un’emergenza della quale abbiamo già parlato e che in qualche modo, purtroppo, è un dato di fatto”. Perché adesso ce ne sono altre: “Costo del lavoro, tasse, tutti argomenti sui quali discutere in futuro per cercare così di aumentare gli stipendi dei dipendenti in quanto si trovano a dovere fare un lavoro decisamente impegnativo e che occupa tutti i fine settimana e quindi una maggiorazione dello stipendio sarebbe auspicabile”. 
Però la situazione si è rasserenata rispetto alla mancanza di manodopera che c’era all’inizio: “Siamo a metà stagione – prosegue Vestri – e ormai si pensa già all’inverno, quando i tavoli si riducono e la problematica dovrebbe essere rientrata. Anche se, ripeto, le figure professionali scarseggiano. Prevedibile, dopo due anni di stop, la gente si è ricollocata oppure sono proprio queste figure a percepire sussidi nelle forme più svariate”. Intanto però il bicchiere, almeno per ora, è tornato mezzo pieno.