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Arezzo e don Alvaro, 30 anni insieme. "Città cambiata più povertà da quando sono arrivato"

Francesca Muzzi
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[/FIRMACITTA-2]Era il 5 luglio del 1992 e magari faceva caldo come oggi, quando don Alvaro Bardelli, metteva piede ad Arezzo dalla parrocchia del Calcinaio. Sono passati trent’anni da quel giorno e oggi, il parroco della Pieve, lo festeggia in un modo - purtroppo - particolare. “Sono positivo al Covid, come lo sono e lo sono state tantissime persone”, dice don Alvaro al telefono. “E quindi dirò una messa in solitaria e ringrazierò il Signore per avermi donato questi anni in questa bellissima città”. Un’Arezzo che don Alvaro ha visto cambiare: “Tanto, tanto”. Lo ripete due volte con un sospiro. Tre gli aspetti che don Alvaro sottolinea particolarmente. “Da un punto di vista economico, Arezzo si è impoverita - dice - Nel senso che quando sono arrivato, da me venivano solo famiglie di extracomunitari a chiedere aiuto. Volevano aiuti in denaro, oppure cibo. Ma le loro visite erano sporadiche”. “Poi - prosegue don Alvaro - nel corso degli anni, sempre più persone hanno inziato a bussare alla porta della chiesa per chiedere aiuti econominci e anche altro, vestiti, cibo. Da questo punto di vista Arezzo si è impoverita rispetto a trent’anni fa quando invece era più ricca”. Un altro aspetto è quello legato alla droga. “Prima mi sembrava che non ci fossero così tante persone alla deriva come invece ci sono oggi”. Ma ci sono anche gli aspetti positivi. Uno di questi è legato al turismo. “Mi ricordo che quando arrivai c’erano pochi turisti che venivano a visitare il Duomo. E io dicevo sempre che ce n’erano di più al Calcinaio. Le visite dei turisti erano poche e molto sporadiche. Oggi per fortuna è cambiato tutto e i turisti arrivano a visitare Arezzo e anche le nostre chiese”. E a proposito di chiese, anche la Pieve di don Alvaro sarà interessata presto da lavori di restauro “che riguarderanno principalmente il campanile e la facciata”, dice. Entro la fine di questo anno, comincerà il cantiere. I lavori rientrano nella “Verifica rischio sismico, riduzione della vulnerabilità̀ e restauro”. Gli interventi finanziati con decreto di assegnazione del Ministero interesseranno oltre la Pieve di Arezzo a cui andrà un finanziamento di un milione e centomila euro, anche la parrocchia del Calcinaio a Cortona (un milione di euro) e Santa Maria in Gradi (trentamila euro). Ma questi lavori che alla Pieve interesseranno il campanile e la facciata, potrebbero “dare noia” alle cerimonie che già sono state programmate per il 2023? Considerato anche che chi sceglie la chiesa lo fa anche per la bellezza architettonica del luogo. “Ma non ci sarà nessun problema per chi ha fissato la data del proprio matrimonio l’anno prossimo - dice don Alvaro - i lavori interesseranno il campanile e la facciata, che tra l’altro è molto deteriorata e serve metterla in sicurezza. Magari ci sarà qualche problema per le foto appunto davanti alla facciata, ma non è detto. Dipende anche dal periodo e dai lavori stessi. Dentro però la chiesa è agibile e non avrà impalcature”. Gli altri lavori che interesseranno le chiese aretine sono: Anghiari (località Tortigliano), chiesa di San Bartolometo 480 mila euro), Badia Tedalda chiesa di San Michele Arcangelo 700 mila euro. Arezzo, Pieve di Sant’Eugenia al Bagnoro 540 mila euro e Chitignano chiesa di San Vincenzo Martire 470 mila euro. I lavori partiranno entro la fine dell’anno. 
Uno degli ultimi atti dell’Arcivescovo Riccardo Fontana che dal 7 di agosto sarà sostituito dal nuovo vescovo: ““Importanti interventi che trasmetto al mio successore. Nei riguardi di tale patrimonio, la Diocesi sente la propria responsabilità sia di fronte ai fedeli, che di fronte alla società civile in termini di conoscenza, tutela, valorizzazione e sicurezza”, aveva detto l’Arcivescovo. 
Ma non è l’unico compleanno speciale che don Alvaro ha festeggiato nel suo isolamento: “Per i santi Pietro e Paolo, lo scorso 29 giugno, ho detto messa, sempre da solo, per i miei 49 anni di sacerdozio. Speriamo - sottolinea il custode della Madonna del Conforto - il prossimo anno di arrivare a festeggiare insieme agli aretini i 50 anni”. Un bel traguardo che si somma a quello di oggi. Auguri, don Alvaro.