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Arezzo, Piazzi (Estra): "Nessuno deve lucrare". La frase al processo Coingas sulle consulenze d'oro

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Luca Serafini
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“Nessuno ci deve lucrare, i costi devono essere contenuti, standard”. E’ la frase clou dell’udienza di ieri alla Vela, pronunciata da Alessandro Piazzi, l’Ad e attuale numero uno di Estra, in un incontro di quelli registrati di nascosto da Sergio Staderini, ex amministratore di Coingas. L’audio fu trovato dalla Digos nell’archivio segreto di Staderini e si riferiva al periodo in cui (2018) Estra faceva le prove per entrare in Borsa, cosa poi non avvenuta nonostante le consulenze effettuate. E ieri Piazzi, sentito come testimone, ha confermato quella esternazione, senza tuttavia riempirla di contenuti, anche se ha sottolineato che mentre i soci di Siena (Intesa) e di Prato (Consiag) spesero 15 mila euro circa per prepararsi alla quotazione di Estra, Coingas pagava molto di più il suo legale: l’avvocato Pier Ettore Olivetti Rason. Le carte parlano di 35 mila euro. Piazzi, senese, Amministratore delegato di Estra fin dal 2009, e da novembre anche presidente al posto di Francesco Macrì stoppato da Anac (si attende la decisione del Tar sul ricorso) ha risposto in aula incalzato dalle domande delle parti civili e cioè i comuni aretini soci di Coingas, presunte vittime delle malversazioni per 500 mila euro. Ovvero le famose consulenze di Olivetti Rason e del commercialista Cocci ritenute dal pm Roberto Rossi inutili, sovradimensionate e senza gara pubblica, valutate invece come sacrosanto lavoro dai professionisti. Ad un certo punto l’avvocato Raffaello Giorgetti chiede a Piazzi chi fu a introdurre Olivetti Rason come consulente di Coingas e lui risponde: “Francesco Macrì”. Tra il presidente e l’avvocato, dice, c’era un “rapporto intenso”. Poi spalanca gli occhi davanti ad un foglio che gli mostra il pm Rossi, un incarico che Estra avrebbe affidato a Olivetti Rason, con la firma di Macrì, di cui Piazzi non sarebbe stato a conoscenza: “Non è passato dal cda...”. Sul punto però la difesa di Francesco Macrì è pronta a smentirlo, depositando documentazione che proverebbe come quella consulenza di Rason non è stata affatto iniziativa autonoma di Macrì ma deliberata dal Cda, e firmata da Macrì, a seguire, solo come rappresentante legale. Braccio di ferro a distanza, quindi, tra il presidente di Estra Piazzi e il suo predecessore decaduto Macrì. Quando Piazzi si siede davanti al tribunale, con presidente Filippo Ruggiero, chiede scusa per la voce abbassata per via dell’aria condizionata durante l’attesa alla Vela. Lì nell’aula affollata di avvocati e imputati, c’è il sindaco Alessandro Ghinelli che in questo filone è accusato di favoreggiamento, per aver assecondato, ritiene la procura, quelle consulenze “allegre” - ipotesi peculato - forzando la mano affinché i revisori dei conti stessero buoni e dessero l’ok al bilancio. Ghinelli - difeso dagli avvocati Luca Fanfani e Piero Melani Graverini - ritiene invece di essersi solo adoperato per scongiurare che Arezzo, se saltava Coingas, perdesse i ricchi dividendi di Estra. Piazzi ha ricordato che il percorso della quotazione in Borsa era molto complesso, che Estra aveva i suoi advisor (Banca Intesa, Unicredit) mentre la proprietà, i soci cioè, procedevano con i loro consulenti. Ha ricordato che Estra opera nella distribuzione del gas (6.500 km di rete) e nella vendita di gas ed energia elettrica. Libero mercato. Questione, quella della natura giuridica di Coingas ed Estra, controversa assai. Le parti civili - oltre a Giorgetti hanno posto domande gli avvocati Riccardo La Ferla e Davide Scarabicchi - hanno portato in aula il professor Vincenzo Donativi di Roma. Nel 2020, su richiesta di Coingas con presidente Franco Scortecci, rimise un parere alla spa per sciogliere il dilemma: gli incarichi vanno affidati con gara pubblica o no (come al tempo di Staderini)? La risposta: con gara pubblica. 

GLI ALTRI TEMI DELL'UDIENZA

Sergio Staderini, condannato a due anni con rito abbreviato, accusato e anche accusatore della vicenda Coingas, potrà avere accesso al suo cellulare rimasto ancora sotto sequestro. Ne ha fatto richiesta per estrarre dei messaggi di whatsapp che gli sono utili nella causa civile, con udienza a ottobre, che vede Coingas all’attacco per chiedere un sostanzioso risarcimento al suo ex amministratore. Il tribunale ha acconsentito all’istanza di Staderini, con il consenso di tutte le parti del processo. L’udienza di ieri ha visto anche sfilare come testimoni l’avvocato Ilaria Borgioli, dello studio Olivetti Rason di Firenze, per una pratica che seguiva e che sta seguendo per l’assessore Alberto Merelli, “cliente di studio”, imputato in questo processo. Una voce con la quale, evidentemente, le parti civili tendono a sottolineare il collegamento che esisteva tra Arezzo e lo studio legale fiorentino poi ingaggiato per le consulenze di Coingas. Sentita anche Donata Pasquini, avvocato, ex consigliere comunale di Ora Ghinelli che in una riunione espresse i suoi dubbi su incompatibilità e inconferibilità di Francesco Macrì, allora consigliere di Fratelli d’Italia, in rampa di lancio per il cda di Estra. Dubbi che aleggiavano e che furono sopiti dal parere dell’esperta giurista di Torino, avvocato Rostagno. Non essendo amministrativista, dice Donata Pasquini, non insistette oltre: “Ne presi atto”. Sentito anche Giacomo Cherici, presidente di Aisa Impianti, per il capitolo relativo alla acquisizione della società Gestione Ambientale per la quale Coingas affidò una consulenza con relativi costi. Ieri non trattato il filone Multiservizi, presunto traffico illecito di influenze. Prossima udienza il 13 settembre, dopo le ferie. Saranno sentiti gli imputati Merelli, Scortecci e Mara Cacioli, contabile di Coingas. Il sindaco Ghinelli e Macrì si sono riservati dichiarazioni spontanee alla fine.