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Arezzo, Bertelli (Prada) a un passo dall'acquisto della ex Lebole poi il maxi progetto fermato dalla guerra

Luca Serafini
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Da Lebole a Prada. Sembrava fatta invece l’operazione è sfumata. Almeno per ora. Sì, Patrizio Bertelli ha intrecciato a lungo una trattativa per acquisire l’area industriale dismessa all’ingresso della città - vergogna ultradecennale per degrado e spreco di una risorsa - con l’obiettivo di riqualificarla. Colloqui riservatissimi tra l’imprenditore della moda, la proprietà della superficie (Aerre) e il Comune di Arezzo. Un progetto delineato e assai interessante perché finalmente diverso dal solito cliché visto e rivisto, non più attuale, del centro commerciale con immobili da riempire di alimentari, elettrodomestici, tecnologici e prodotti vari. No, ciò a cui si pensava era davvero un disegno ambizioso ma realistico per rigenerare la porzione di città che cambiò i connotati ad Arezzo con la fabbrica delle confezioni per uomo, prima di rimanere abbandonata a se stessa, ricettacolo di ladri, senzatetto e in mano al nulla. Un piano che prevedeva servizi, strutture di formazione e di attrazione, spazi sociali, espositivi, verde pubblico. Un vero biglietto da visita, moderno e propulsivo, in ingresso ad Arezzo. La giunta del sindaco Alessandro Ghinelli, mantenendo la consegna del silenzio (che negli affari, si sa, è d’oro) ha cullato il sogno. Naufragati tutti i tentativi esperiti finora dall’imprenditore della carta Marco Carrara nonostante i ripetuti annunci, finalmente sembrava rotto l’incantesimo che vuole la ex Lebole destinata a rimanere una “non” bella addormentata alla periferia di Arezzo. E ad assicurare solidità e qualità dell’intervento c’era il nome di Patrizio Bertelli, l’aretino che a livello planetario con la moglie Miuccia Prada identifica buona parte del concetto di made in Italy. Palazzo Cavallo insomma - veniamo a sapere a posteriori - ci aveva fatto la bocca ed era pronta a supportare economicamente il progetto di riconversione agganciato alla nuova viabilità. Il percorso, ben incardinato, ha però subìto un brusco stop bloccando le manovre a tre: Prada, Carrara, Comune. E, a quanto ci risulta, è stato il complicarsi del quadro geopolitico internazionale, con la guerra tra Russia e Ucraina, e le successive ricadute negative, a frenare l’operazione prima che arrivasse al closing. Condizioni economiche globali, incertezze legate all’inflazione, timori sulla congiuntura piena di nubi, hanno evidentemente invitato alla prudenza. Così Bertelli - che nel frattempo con la società immobiliare Peschiera ha acquistato in centro, lo storico ristorante La Buca di San Francesco - avrebbe azionato il bottone dello stand by. Tutto fermo, quindi, dinanzi ad uno sforzo economico non indifferente anche per chi ha spalle larghe: si parla di 20 milioni per l’area, sopra i quali mettere tutto il resto per opere di progettazione e costruzione. Sogno svanito? A partire dall’amministrazione comunale c’è chi coltiva la speranza che la trattativa e tutto quanto messo a punto nella prima promettente fase non venga gettato alle ortiche. Questo avviene quando venti anni fa - il 30 giugno 2002 - ci fu la triste riconsegna delle chiavi da parte del portiere della Lebole. Chiusa definitivamente. Già a gennaio Marzotto, la proprietà, aveva annunciato la fine dello stabilimento di Arezzo a sindacati, lavoratori e ad una città impotente di fronte a quella scelta. Durante le vacanze di Natale i magazzini erano stati svuotati, tutto deciso. La fine di un’industria. E di un’epoca. L’immagine delle migliaia di leboline con la spolverina che uscivano dalla fabbrica fa parte dell’identità di Arezzo. Dalla lira all’euro, sono passati governi, sindaci, amministrazioni comunali, ma finora nessuno è riuscito a dare un un senso alla ex Lebole. Una ferita perenne. L’idea iniziale, quella dell’allora sindaco Luigi Lucherini, di consentire l’arrivo di un Outlet, fu contrastata dai potentati del commercio. Se fu un bene o un male non c’è controprova. L’acquisizione di Carrara scongiurò quel progetto ma non ha partorito nulla. Oggi il sindaco Ghinelli è stato a un soffio dal poter assecondare la super operazione con una ex Lebole griffata Prada. Affare saltato. Per ora.