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Arezzo, tabaccaio ai vandali dopo la spaccata: "Se chiedete scusa non vi denuncio"

Francesca Muzzi
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Chissà se la storia avrà un lieto fine e i ragazzi andranno davvero a chiedere scusa, per il momento, ci sono solo un vetro di un distributore automatico da riparare e un tabaccaio, che per la seconda volta, conta i danni. Matteo Camaiani Verdelli ha la tabaccheria in via Marco Perennio. Un bel locale al quale è particolarmente affezionato, perché “lo abbiamo messo su insieme al mio babbo che è morto ad aprile”. Non è solo una tabaccheria, ma fuori ha anche diversi distributori automatici. Uno di questi, a dicembre scorso, era stato preso di mira dai soliti vandali. Vetro spaccato, denuncia e tutto il resto. Ieri mattina la stessa storia. Quando Matteo è andato ad aprire la tabaccheria, uno di questi distributori aveva di nuovo il vetro rotto. Solo che la bravata, anche stavolta, come a dicembre scorso, è stata ripresa dalle telecamere. Matteo ha visto il video dove si vedono i ragazzi che quasi si gettano di petto contro il distributore. Ma stavolta, invece che andare subito dai carabinieri, ha pensato di “sfidare”, ma in senso buono chi gli ha provocato il danno. E così su facebook, sul proprio profilo ha scritto questo post: “Abbiamo le immagini di coloro che prima cercano di forzare l’altro distributore e poi cercano di sfondare questo a spintoni per far cadere la merce. Se vengono qui, si scusano e ripagano il vetro, evitiamo la denuncia dai carabinieri”. Un post che ha subito fatto il giro del web, ma che per il momento non ha sortito l’effetto sperato: “Aspettiamo qualche giorno - sottolinea Matteo - e vediamo se si presentano. Magari per espiare quello che hanno fatto potrebbero andare due giorni a lavorare al canile come volontari”.
E poi Matteo spiega quello che significa un danno simile, che non è solo questione di soldi: “Questi microdanni creano poi nell’esercente come me un danno psicologico e mentale che è superiore cento volte a quello economico. Quando succedono queste cose è vero che a livello sociale creano poco danno, ma allo stesso tempo tolgono ai piccoli lavoratori come me il sonno la notte. Perché ogni volta che squilla il telefono di notte, prende male, perché non è un amico che chiama per fare uno scherzo”. Continua Matteo: “Personalmente ho avuto un tipo di educazione che quando ho dato una botta con l’auto ho lasciato un biglietto con il mio numero di telefono, ma si vede che i tempi sono cambiati”. E il tabaccaio, si ritiene anche fortunato, perché “a sentire i miei colleghi del centro sono anche messi peggio quando si parla di spaccate o furti”. “Prendi per esempio quelli di via Vittorio Veneto. Ce ne sono alcuni che sono disperati. Per non parlare poi di altri colleghi in giro per l’Italia che subiscono di tutto un giorno sì e l’altro pure”. E intanto Matteo aspetta, ma per il momento nessuno è arrivato a chiedere scusa.