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Arezzo, saldi ok ma rallentati dal caldo. L'analisi di Confcommercio e Confesercenti

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Sara Polvani
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Ad una settimana dall’avvio dei saldi estivi le associazioni di categoria tracciano un primo bilancio. Una buona partenza, ma le vendite procedono al rallentatore secondo la Confcommercio Toscana. “A fiaccare un po’ anche i consumatori più affezionati agli sconti ci si è messo il grande caldo di questi giorni”, spiega il direttore regionale Franco Marinoni, “nelle strade dello shopping c’è più movimento la mattina o nel tardo pomeriggio, perché in altre fasce orarie l’afa disincentiva allo shopping. Discorso diverso per i centri storici delle città d’arte, grazie all’affluenza dei turisti che restano tutto il giorno. Nei negozi di alta gamma, che hanno registrato buoni affari tra maggio e giugno, mancano però gli stranieri”.
Al di là delle temperature torride, l’andamento lento dei saldi non stupisce nessuno. “Gli operatori lo prevedevano alla vigilia: tra caro-energia e aumento dei carburanti, inflazione al galoppo e paura del domani, le famiglie preferiscono assumere un atteggiamento di cautela nelle spese non strettamente necessarie”, sottolinea Marinoni. “Il primo effetto di questa situazione è la compressione delle spese libere, con il rischio di deteriorare il clima di fiducia attuale e prospettico e di martoriare ulteriormente settori, come la moda, che già vengono da anni difficili, senza contare che nel periodo pandemico sono quelli che hanno subito le chiusure forzate più lunghe”.

 

 

“C’è una partenza a macchia di leopardo, diversificata in base ai prodotti”, aggiunge la vicedirettrice di Confcommercio Arezzo, Catiuscia Fei. “Abbiamo stimato anche una spesa pro-capite più bassa”. A confermare il quadro, i primi dati sulle spese in saldo: “I capi più richiesti sono quelli di uso quotidiano, pratici e soprattutto utili. Qualche commerciante sta notando che le persone acquistano meno capi rispetto allo scorso anno, ma di qualità e costo più alto. Insomma, quello dei saldi è vissuto da molti consumatori come un momento per rinnovare l’armadio facendo buoni affari, pianificati con la selezione dei prodotti migliori”. L’epoca degli acquisti di impulso, di cose non necessarie perché “tanto costano poco”, è tramontata. Di sicuro è colpa di un budget che si è ridotto, ma per qualcuno c’è anche una filosofia nuova di consumi più sostenibili, di capi fatti per durare, meno usa-e-getta. 

 

 

Secondo le previsioni di Confcommercio Toscana, sei famiglie toscane su dieci parteciperanno ai saldi, investendo un budget medio di 186 euro, più alto dello scorso anno, quando è stato di 180 euro a famiglia, ma ancora lontano dai 230 dell’estate 2019. “Purtroppo”, fa notare Marinoni, “il problema è che, per tutte le tipologie di negozi, i margini di guadagno si stanno riducendo sempre di più, visto che la gente acquista di più sotto i saldi e meno nella stagione normale. Così è a rischio la tenuta del sistema distributivo della moda, che è fatto anche di tanti piccoli negozi indipendenti che animano le nostre città. Va fatta una riflessione seria per capire cosa fare per salvare il comparto, senza il quale perderemmo parte importante della nostra identità”. Trend positivo per la prima settimana dei saldi estivi per Confesercenti. “Sono saldi vivi e vivaci nel senso che sono partiti con l’interesse da parte dei consumatori e che stanno proseguendo senza affievolire l’effetto partenza”, spiega la direttrice di Confesercenti Arezzo, Valeria Alvisi. “Il weekend conferma un andamento positivo mentre durante la settimana era stata registrata una minor affluenza tra le vetrine legata per lo più alle alte temperature che hanno costretto molte persone a non uscire di casa rimandando gli acquisti a prezzi scontati alle giornate in cui le temperature si sono leggermente abbassate”. “Già da venerdì e sabato” conclude Alvisi, “le vendite si sono riaccese e le strade cittadine sono state meno deserte durante il pomeriggio”.