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Arezzo, battaglia di Campriano: riaffiora dopo 78 anni un kukri, arma del reggimento Gurkha

Alessandro Bindi
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Riaffiora un kukri dal campo di battaglia di Campriano nei pressi di Arezzo. L’arma dei soldati Gurkha, il reparto dell’esercito britannico composto da soldati nepalesi, è un cimelio storico ricco di significato ed è appartenuto ad un combattente del settimo reggimento Gurkha dell’esercito britannico, per l’esattezza la compagnia C del secondo battaglione, distintosi il 25 luglio 1944 per la liberazione di Campriano dai tedeschi.

Uno scontro breve ma sanguinoso avvenuto sotto gli occhi di Re Giorgio VI, che in incognito, fingendosi il generale Collingwood, assistette all’assalto che costò il ferimento e l’uccisione di decine di combattenti nepalesi tra cui un ufficiale inglese, massacrati dai tedeschi. I diari di guerra testimoniano una lista di 34 gurkha e di un ufficiale britannico tra le perdite avvenute nell’area di Subbiano tra il 20 luglio e il 13 agosto 1944. L’ipotesi è quindi che proprio quel coltello sia stato lasciato sul sanguinoso campo di battaglia di Campriano, rappresentando, a distanza di 78 anni, un reperto storico della memoria di un assalto considerato dal reggimento Gurkha come “Battle honours”. Un onore di battaglia quindi riconosciuto dal “7th Gurkha Rifles”. 

E’ verosimile che l’arma sia appartenuta proprio ad uno dei cinque combattenti Gurkha caduti nell’azione di Campriano o ad uno dei feriti deceduti poco dopo. La lama del coltello ricurvo, simbolo del valore e del coraggio dei soldati indiani, è stata recuperata grazie alla passione dell’aretino Daniele Testi di Quelli della Karin, l'associazione di volontari che si occupa di tenere in vita la memoria del periodo bellico attraverso il ritrovamento di cimeli sepolti. Il suo metal detector si è soffermato risvegliando una triste ma valorosa vicenda avvenuta nel territorio aretino durante il periodo della seconda guerra mondiale.

Una battaglia sanguinosa riconosciuta come un onore. “Un ritrovamento” spiega Daniele Cesaretti, storico sanmarinese, vicepresidente dell’associazione Quelli della Karin “dal grande valore simbolico. Per i nepalesi il ritrovamento di un kukri sul campo di battaglia è un qualcosa di straordinario. Per loro il coltello ricurvo oltre ad essere un’arma è un simbolo sacro e nazionale.

Il nostro socio Daniele Testi ha quindi restituito un cimelio ricco di significato”. C’è quindi soddisfazione per aver fatto riemergere un’arma sepolta per quasi ottant’anni. “Recuperare un oggetto del genere” commenta Daniele Testi “è un sogno che custodisce chi come me coltiva la passione per il metaldetector e per la storia legata alla seconda guerra mondiale”. Adesso il kukri sarà custodito nel museo di Subbiano di Quelli della Karin e permetterà di rafforzare il legame tra l’associazione dei veterani del settimo reggimento Gurkha con il nostro territorio.

“Il primo settembre” annuncia Cesaretti “una delegazione di veterani del settimo reggimento Gurkha sarà in visita al museo della Karin di Subbiano per ammirare da vicino il cimelio. La cerimonia proseguirà con la visita a San Polo da dove guarderemo l’altura di Campriano conquistata il 25 luglio 1944 con un sacrificio in termini di vite umane e feriti. La delegazione proseguirà con un tour lungo la linea gotica in Umbria per poi tornare nell’aretino il 3 settembre dove sarà deposta una corona d’alloro a Poggio Grillo, un altro battle honours del settimo reggimento Gurkha”.