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Arezzo, altra spaccata in tabaccheria e il titolare: "Basta, vendo tutto"

Francesca Muzzi
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Un’altra spaccata, neanche 48 ore dalla prima e il tabaccaio Matteo Camaiani Verdelli si sfoga: “Basta, vendo tutto”. E’ stanco, deluso, arrabbiato, il titolare di via Marco Perennio. Venerdì scorso alcuni giovani avevano preso a calci uno dei distributori automatici che sono fuori dalla tabaccheria. Lui non li aveva denunciati, ma anzi aveva detto loro: “Se venite a chiedermi scusa, non vi denuncio ai carabinieri”. Aveva loro teso la mano, ma non pensava, 48 ore dopo, più o meno, di ritrovarsi di nuovo punto e a capo. Gli autori dell’altra volta non c’entrano niente. In comune con quello che è accaduto nella notte tra giovedì e venerdì è lo stesso distributore che è stato preso di mira. “Sabato sera - racconta Matteo su facebook - nemmeno 48 ore dopo quello che era successo giovedì, per circa 30 minuti filati, 5 ragazzi hanno cercato di scardinare di nuovo il medesimo distributore automatico, provocando un’altra crepa nella parte alta e rischiando di mandarlo in frantumi creando per tutti gli avventori un serio pericolo”.

 


“Lo hanno fatto per quasi 30 minuti tra le 22 e le 23, tra calci, salti e spintoni, non curanti di chi venisse ad acquistare una semplice bottiglia d’acqua , adulti compresi. Tralasciando tutti gli adulti che non si sono degnati neanche per un solo secondo di richiamarli, trovo che sia pazzesca la non curanza e non paura delle conseguenze delle proprie azioni”, continua a scrivere Matteo.
“Il dispiacere più grande è nel vedere un progetto realizzato assieme al mio amato padre e che ora cammina nei campi Verdi dell’infinito amore, assieme alla nostra amata cagnona Panna, devastato ogni giorno di più da chi dovrebbe essere grato nell’ acquistare prodotti inesistenti in italia, al prezzo onesto di una bottiglia d’acqua al bar”. E poi la decisione che al momento non sembra quella definitiva, e che Matteo, preso dal dispiacere, dallo sconforto e dalla delusione, scrive su facebook: “Io soffro da morire per questa cosa e mollo la presa. Io non ho più voglia di vedere un ricordo di mio padre essere preso a calci e sputi da 4 ‘bambini’ le cui famiglie cascano sempre dalle nubi ogni volta che vengono coinvolte. La tabaccheria è ufficialmente in vendita . Chi la vuole, si faccia avanti”.

 


Raggiungiamo telefonicamente Matteo, come abbiamo fatto anche l’altra volta. Non ha troppa voglia di parlare, se non quella di dirci, con gentilezza che conferma tutto quello che ha scritto. La tabaccheria che si trova in via Marco Perennio, un locale molto grande con diversi distributori automatici all’esterno, era stata aperta insieme al babbo che, purtroppo, nell’aprile scorso, è venuto a mancare. Per Matteo quella è più di un’attività lavorativa è qualcosa che lo lega per sempre a suo padre: “Ma vederla preso a calci mi si spezza il cuore. Ed è per questo che ho deciso di mettere tutto in vendita”. Magari se arrivasse quel gesto di scuse, forse, Matteo potrebbe ricominciare ad avere fiducia nel prossimo. Per ora solo delusione.