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Arezzo, ruba furgone della ditta: arrestato. "Mi hanno licenziato, non avevo mezzi per tornare a casa"

Luca Serafini
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Ha rubato il furgone della ditta per la quale lavorava ed è stato arrestato dopo un inseguimento sulla Sr 71. E’ successo lunedì e ieri mattina in tribunale il ventenne autore del furto si è presentato davanti al giudice con la divisa dell’azienda, la Preludio di Terontola di Cortona. Presa la parola, il giovane ha motivato la sua condotta dicendo di essere stato licenziato, che era contrariato per quel motivo e che non aveva un mezzo per tornare dalla Valdichiana a casa sua, a Badia Prataglia. Così - erano le 20 circa - si è messo al volante del Daily Iveco della flotta aziendale e lo ha usato come fosse suo. A bloccarlo sono stati i carabinieri, a Capolona Nord, dopo che i titolari della nota attività specializzata in catering, ristorazione ed eventi, avevano registrato la sparizione del furgone e, tramite il Gps, rilevato la posizione. Il ventenne aveva inforcato la Strada regionale in direzione di Arezzo con l’obiettivo di raggiungere il Casentino. A quello che ha raccontato nella direttissima, era rimasto male per il licenziamento, era a piedi, ed ha preso l’iniziativa. Il giudice Filippo Ruggiero, che ha ascoltato la sua versione, dopo aver convalidato l’arresto ha ritenuto di non r applicare nessuna misura cautelare per il ventenne, neanche l’obbligo di firma chiesto dal pm di udienza, Elisabetta Sbragi. Poi, con a fianco l’avvocatessa Panduri, il giovane ha chiesto tempo per definire il processo probabilmente con un patteggiamento. Se ne riparlerà a ottobre. Il ragazzo è originario di Biella, incensurato. Al suo arresto lunedì si è arrivati con attività rapida (alle 20.50) e coordinata tra carabinieri del Nucleo Radiomobile di Cortona e i colleghi della Stazione di Subbiano. La segnalazione dall’azienda - che avrà avuto i suoi motivi per non confermare l’addetto - era pervenuta al 112 con la descrizione del presunto autore del furto e del veicolo. Il sistema satellitare ha offerto in tempo reale informazioni sugli spostamenti. Giunto a Giovi, procedeva veloce e c’era traffico così lo stop è scattato più avanti con tutte le cautele, perché in questi casi gli operanti non sanno mai chi si trovano davanti, se una persona armata e pericolosa. Tutto liscio. Furgone riconsegnato al titolare e furto aggravato l’accusa per l’ex dipendente.