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Arezzo, i residenti di via Filzi: "Qui ancora spacciatori nei cortili". Caserma della Municipale pronta tra nove mesi

Luca Serafini
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In via Filzi ad Arezzo è sempre la stessa storia. Si spaccia. Arrivano tipi strani in bicicletta, a piedi o in monopattino e si scambiano droga e soldi. Lo fanno per la strada ma anche dentro ai cortili delle private abitazioni. E questo i residenti non lo sopportano. Così rilanciano il <CF1402>refrain</CF> antico ma sempre di moda: “Più controlli, più sicurezza”.
Siamo nella via di Saione destinata ad ospitare la caserma della Polizia Municipale, che per ferma volontà dell’amministrazione comunale si trasferirà qui dall’attuale sede di via Setteponti. Il cantiere, partito dopo la necessaria incubazione e qualche rallentamento, sta procedendo. Non proprio con velocità da Speedy Gonzales ma l’opera è in corso. E l’assessore Marco Sacchetti, che segue con attenzione questa pratica, consultando il cronoprogramma ci dice che la caserma dei Vigili urbani dovrebbe essere consegnata tra nove mesi in base agli impegni di contratto. Quindi, togliendo gli stop per ferie e impedimenti vari, il lieto evento è collocabile nella prossima primavera. Si tratta sicuramente di una radicale trasformazione per quello che era diventato il ricettacolo di balordi e senzatetto che per lungo tempo hanno abitato lì, nella ex scuola che era della Curia ed è poi passata al Municipio, quindi posta al centro di una ragionata operazione finanziaria ed edilizia volta a riconvertire lo stabile alla nuova funzione. 
Mentre dunque il cantiere va, superati alcuni problemi individuati dai carabinieri con ispezioni mirate, in via Filzi l’umore non è propriamente sereno. Anzi. “Ci possiamo rimettere l’orologio tanto sono frequenti e metodici questi signori”, dice una residente riferendosi a spacciatori e compratori di sostanze stupefacenti. “Il percorso è sempre quello: dal Pionta a via Filzi, quindi via Nazario Sauro”. C’è insoddisfazione e preoccupazione. “In attesa della caserma non è che i controlli qui siano costanti, a fronte di un movimento disinvolto e anche sfacciato sotto alle nostre finestre, davanti alle nostre porte e ai garage”. C’è chi anche l’altra sera ha azionato la fotocamera dello smartphone per inquadrare e immortalare una scena di spaccio. O presunto tale, dato che le mosse apparivano tali e quali quelle della cessione, ma solo un intervento titolato della forza pubblica avrebbe permesso di ottenere riscontri oggettivi. Ma gli episodi e microepisodi sono un’infinità. “Nel primo pomeriggio verso le 13.30 e intorno alle 21 si può star certi che si ripetono certe scene: arrivano tossicodipendenti, anche giovanissimi, e sanno chi possono incontrare per rifornirsi”. Rapidi e inafferrabili. C’è anche chi qualche rumore sospetto lo ha avvertito nel cuore della notte provenire dal cantiere della ex scuola che era dormitorio degli sbandati. Forse sono suggestioni. Sarebbe troppo che qualcuno si introducesse dentro, violando le recinzioni apposte dalla ditta. In via Filzi la speranza che il quartiere risorga definitivamente, senza loschi figuri e incontri pericolosi, è in attesa di essere corrisposta dai fatti. Intanto si sta ad occhi aperti e col cellulare in modalità fotocamera. In attesa del presidio fisso della Municipale, in caso di stranezze e se non ci sono pattuglie, si può comporre il 112.