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Caso Guerrina Piscaglia, padre Graziano lascia anche l'avvocato Angeletti. Il legale: "Non c'erano più le condizioni"

Luca Serafini
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Padre Graziano cambia ancora avvocato. Non è più Riziero Angeletti il suo difensore di fiducia. In precedenza il sacerdote condannato per l’omicidio di Guerrina Piscaglia aveva interrotto il rapporto con l’avvocato Francesco Zacheo e prima ancora fece scalpore - estate 2015 - la revoca del mandato all’avvocato Luca Fanfani. Da allora in poi la vicenda legata alla scomparsa di Guerrina, svanita nel nulla da Cà Raffaello (Badia Tedalda) il primo maggio 2014, ha affrontato tutti i gradi di giudizio fino al sigillo della Cassazione (febbraio 2019) sulla condanna a 25 anni per Gratien Alabi Kumbayo. Il prete congolese sconta la pena a Rebibbia e negli ultimi tempi aveva perso la sintonia con Angeletti, esperto e stimato avvocato di Rieti, che di Alabi è stato più che un difensore, anche solido punto di riferimento morale. 
“Non c’erano più le condizioni per la prosecuzione del rapporto professionale”, dice Angeletti che si dichiara “amareggiato come lo può essere chiunque dopo un rapporto durato nel tempo, impegnativo, con momenti forti condivisi”.
Un lungo pezzo di strada fatto assieme durante il quale la Corte d’Assise di Arezzo, l’Appello di Firenze e la Suprema Corte hanno ribadito: fu il vice parroco ad uccidere Guerrina, diventata pericolosa a causa del rapporto sentimentale, a farne sparire il corpo e quindi a depistare. Un verdetto che Angeletti ha accettato senza mai condividerlo: “Una condanna senza prove”, ripete tutt’oggi. Incomprensioni con Alabi sarebbero sorte sull’attività da impostare per l’eventuale istanza di revisione del processo. Attività mai decollata perché da un lato servono elementi nuovi, che l’enigmatico Gratien non ha evidentemente offerto, e servono pure soldi per pagare consulenti tecnici e scientifici per ribaltare gli elementi cardine dell’inchiesta: celle telefoniche in primis. Le zone d’ombra sul caso eppure sono molte, a partire dal mancato ritrovamento del corpo. Angeletti - che è anche difensore degli azionisti di Banca Etruria - avrebbe portato avanti la battaglia ma qualcosa è venuto meno. Fine del feeling. Vedremo le prossime mosse di Alabi e con quale nuovo difensore: se arrendersi e aspettare l’espiazione oppure no. Se ha qualche carta da giocare tenuta segreta. Intanto sia lui che la Diocesi di Arezzo, che l’Ordine dei Premostratensi, hanno ricevuto la citazione dalla famiglia Piscaglia che in sede civile chiede il risarcimento del danno per la morte della congiunta. La responsabilità del prete per la giustizia è accertata, mentre per Curia e frati tutto verte sulla responsabilità oggettiva: il pastore di anime ne avrebbe soppressa una e i suoi superiori, sostengono i familiari di Guerrina, devono pagare.