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Arezzo, calcio: l'allenatore Roberto Gallastroni tra i successi del passato e la voglia di ricominciare

Luca Serafini
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“Ho voglia di allenare, di rituffarmi nel calcio. Sento grandi motivazioni, aspetto la chiamata per rimettermi alla prova: una ripartenza”. Roberto Gallastroni è andato in pensione dalla scuola e ora attende un posto nel suo mondo: il pallone. Tra i tecnici aretini più vincenti, preparati e accreditati, nessuno ad oggi lo ha chiamato per il prossimo campionato. Lui spera di tornare a sentire il profumo dell’erba, a motivare un gruppo, a spiegare la sua idea di calcio. Classe 1953, innamorato di pallone, Gallastroni è di Castiglion Fiorentino, il paese di Corrado Viciani che fu ed è il suo riferimento. Nel 1976/1977 la prima esperienza nella Castiglionese come responsabile del settore giovanile e primo successo, poi su su una bellissima carriera nei dilettanti: spiccano i campionati vinti in Promozione con la Bibbienese, con l’Argentario e il Vaiano. E la Coppa conquistata in Prima Categoria con il Capolona. Nel 2002/2003 è stato secondo allenatore dell’Arezzo, in C1, con Beruatto e col Cavallino ha collaborato in Lega Pro nel 2015/2016. “Studio, mi aggiorno, mi tengo pronto per un nuovo inizio”, dice Gallastroni, che nel 1987 ha ottenuto il Master Uefa a Coverciano. Per anni ha insegnato Scienze motorie nelle scuole, ora che potrebbe dedicarsi anima e corpo al calcio è fermo. E’ stato osservatore di Cavese e Brescia (in B), ha guidato anche Tuscar Canaglia, Foligno, Tegoleto, Cortona Camucia, Baldaccio Bruni, Castiglionese, Fonte Belverde Cetona, Pievese e Assisi Subasio nel 2020/2021. Il Covid e il cambio di società lo hanno bloccato. “Sento di poter dare ancora molto. Il calcio dilettanti dopo la pandemia è ripartito bene e ci sono qualità. C’è un buon ritorno del pubblico anche se i 6000 spettatori di quando nel 1987 con la Bibbienese, a Figline, conquistammo l’Interregionale, sono irripetibili”. Il modulo? “Gioco offensivo, non contano i numeri”. Il tecnico preferito è Mourinho: “Sopra a tutti per intelligenza”. La convinzione: “Il bravo allenatore è quello che ottiene il massimo dai suoi giocatori”. Gallastroni respira aria e calcio. E’ sorpreso di essere fuori campo. Ma aspetta. “Ho tanta voglia”.