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Arezzo, Vincenzo Ceccarelli e Francesco Macrì verso la sfida all'ultimo voto per il seggio alla Camera

Luca Serafini
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Si chiama Collegio numero 9, è composto da tutti i comuni aretini più Reggello e Figline Incisa, e presto diventerà un ring. Gli sfidanti: Vincenzo Ceccarelli, consigliere regionale del Pd, e Francesco Macrì, leader di Fratelli d’Italia. E’ questa, ad oggi, la proiezione più attendibile per l’uninominale nel territorio aretino, che autorevoli sondaggisti e analisti politici nelle ultime ore hanno colorato di bianco, che sta per “collegio contendibile”. Qui l’ago della bilancia può pendere da una parte o dall’altra per pochi voti: centrodestra o centrosinistra. Una volta era rosso/rosa ma quei tempi sono andati. Nel 2018 ci vinse il centrodestra con Felice Maurizio D’Ettore (in teoria sempre in partita) ma il perimetro non comprendeva la Valdichiana e quel pezzo di Valdarno che in ipotesi riporterebbe le cose verso il centrosinistra. E invece no, le ultime intenzioni di voto offrono alla coalizione Meloni - Salvini - Berlusconi ampie chance. E dalle stanze dell’alleanza esce, chiesta fortemente da Fratelli d’Italia, la scelta di un candidato meloniano. Chi? Francesco Macrì, la cui forza non sembra affatto scalfita dalle vicende giudiziarie né dal siluro che a novembre gli ha sparato Anac rimuovendolo dalla presidenza di Estra (il Tar del Lazio deve esprimersi). La Lega non fa salti di gioia ma la candidatura verrebbe portata avanti lancia in resta dall’alleanza. L’ipotesi di un candidato moderato, proveniente dalle amministrazioni comunali, è il piano B. Uno scenario dove Lucia Tanti sembra in vantaggio. Ieri, poi, il sindaco Alessandro Ghinelli ha ufficialmente affidato ad un post la sua indisponibilità. “La mia volontà è chiara ed è quella di continuare a fare il sindaco. Sono a tre anni esatti dalla fine del mandato e sinceramente l’idea di dimettermi e lasciare la città in mano ad un commissario non mi piace. Non mi ha cercato nessuno, ma anche se lo avessero fatto la mia risposta sarebbe stata: ‘fatemi lavorare e consentitemi di concludere questo mandato nella maniera migliore possibile’. Io vado avanti per questa strada, dimettersi adesso non avrebbe alcun senso. La mia volontà è restare amministratore di questa città e onorare il patto che ho fatto con i cittadini quando mi hanno eletto.” Oggi, in caso, ultimo giorno utile per dimettersi. Nei giorni scorsi si era cancellata dalla lista dei potenziali candidati Silvia Chiassai Martini, sindaco di Montevarchi e presidente della Provincia. Su questo fronte resta almeno per ora fuori gioco Mario Agnelli, sindaco di Castiglion Fiorentino vicino alla Lega, che gode di molti amici e consensi ma anche di qualche bastone tra le ruote. Da parte sua continua con entusiasmo a fare il sindaco. Se chiamato, non deve dimettersi essendo alla guida di un comune sotto i 20 mila abitanti. Dunque Francesco Macrì in campo. E di fronte a lui Vincenzo Ceccarelli. Bella sfida. L’ex assessore regionale ora capogruppo Pd in Regione, ha lunga esperienza e militanza politica a sinistra e centrosinistra. Un uomo del fare. Il più attrezzato come competenze e peso. Radicamento, preparazione e penetrazione nei territori, in tutte le vallate, dove è sempre attento e presente tra la gente. Qualche grattacapo giudiziario lo ha incontrato pure lui, con la maxi gara del trasporto pubblico locale. La campagna elettorale potrebbe toccare questi tasti (Coingas e Tpl) ma anche no. Nelle ultime elezioni per il Comune di Arezzo, due anni fa, si è visto come la bufera degli avvisi e del processo non ha intralciato affatto il sindaco uscente e poi riconfermato. A proposito di politica e tribunali val la pena ricordare che la Legge Severino non prevede incandidabilità per indagati e imputati. Il parlamentare può avere problemi solo in caso di condanna in via definitiva sopra i due anni. Tornando alle candidature, nel Partito Democratico (entro sabato le liste) la scelta di privilegiare Ceccarelli non dovrebbe togliere spazio del tutto al segretario provinciale Francesco Ruscelli, che correrebbe nel proporzionale. Come quote rosa possibili nomini: Lucia De Robertis, consigliere regionale, Roberta Casini ed Eleonora Ducci sindache di Lucignano e Talla. Nel campo del centrodestra, la Lega avrebbe modo di piazzare la senatrice uscente, Tiziana Nisini, nel collegio uninominale che comprende Siena e Grosseto, anche se la competizione con il coordinatore regionale Lolini è forte. Si preparano al confronto tutti i partiti, dal M5stelle di Giuseppe Conte ad Azione di Calenda a Italia Viva di Renzi. Le tessere del puzzle per le liste del 25 settembre pian piano vanno al loro posto.