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Arezzo, stalker seriale delle commesse evade dai domiciliari per tornare al market: arrestato, ora è in cella

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Luca Serafini
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Lo stalker delle commesse ora è rinchiuso in carcere. Era stato arrestato e messo ai domiciliari sabato scorso, 23 luglio, ma il 25 è evaso dall’abitazione per tornare allo stesso supermercato di via Vittorio Veneto dove lavora la vittima delle sue persecuzioni. L’ultima della serie, perché l’uomo, 69 anni, ha precedenti specifici. Così, a seguito del suo comportamento reiterato e in questa fase inaffidabile, il giudice delle indagini preliminari Giulia Soldini ha emesso una misura di aggravamento della pena. E’ stato trasferito dall’abitazione a Sollicciano dove adesso rimarrà a disposizione dell’autorità giudiziaria. Pare che anche nell’ultima sortita avesse in animo di incrociare di nuovo la 28enne dipendente del market che ha preso di mira. Un vero incubo per la donna, bersagliata con biglietti, pedinamenti, perfino minacce. Una escalation di attenzioni morbose che alla fine è stata qualificata come stalking dal sostituto procuratore Laura Taddei. E pensare che nel successivo interrogatorio il 69enne ha tentato di sostenere che in realtà sarebbe la giovane ad essere invaghita di lui. Un caso complesso che probabilmente richiederà approfondimenti e un incidente probatorio sulle attuali condizioni dell’uomo. A difenderlo è l’avvocato Giuseppe Renzetti che nei prossimi giorni valuterà il da farsi. Non è esclusa anche la richiesta di una consulenza per verificare le facoltà dell’uomo di determinare lucidamente le proprie azioni. Esattamente una settimana fa erano stati gli agenti della Squadra Mobile della Questura, guidati dal dirigente Sergio Leo, ad eseguire l’ordinanza di arresto chiesta dalla procura e concessa dal gip. Fin dal mese di marzo, è emerso dalle indagini, l’uomo aveva tenuto “plurime condotte di natura molesta e vessatoria” contro l’addetta del supermercato. Un pressing molesto e anche pericoloso che rendeva impossibile la vita della donna. Dopo un casuale incontro tra gli scaffali, il 69enne avrebbe cominciato con appostamenti e tentativi di approccio. Avances respinte. E poi bigliettini minatori lasciati sul parabrezza dell’auto, ingiurie e parole grosse anche davanti ai colleghi della 28enne. Perduta la serenità e sprofondata nell’ansia, la donna ha anche cercato di modificare le sue abitudini e consuetudini per evitare di incontrarsi con quel signore che da alcuni mesi era diventato un tormento. L’uomo avrebbe precedenti condanne per atti persecutori sempre nei confronti di donne che lavoravano all’interno di attività commerciali. Così il 23 luglio era scattata l’ordinanza cautelare di applicazione degli arresti domiciliari, eseguita dalla Squadra Mobile. Ma nel giro di un paio di giorni è successo che il 69enne, che evidentemente non riesce a controllarsi ed ha qualche problema, ha violato la misura cautelare per dirigersi ancora verso il market. Se per fare spesa o, più probabilmente, per rivedere la donna, questo non è accertato. Di sicuro è evaso e per il giudice i rischi sono tali che serve la custodia cautelare in carcere. Eseguita nella serata di giovedì.