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Arezzo, elezioni: Ceccarelli e gli altri della rosa Pd. Centrodestra, Macrì in vantaggio ma c'è anche Tanti

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Una rosa di sei nomi con Vincenzo Ceccarelli in cima alla lista. Gli altri cinque: Roberta Casini, sindaco di Lucignano; Francesco Ruscelli, segretario provinciale del Pd; Francesca Basanieri, ex sindaco di Cortona e presidente della Commissione pari opportunità in Regione; Donato Caporali, capogruppo in consiglio comunale ad Arezzo; Francesca Neri, attivista di Montevarchi eletta nell’assemblea nazionale.

La direzione provinciale del Partito Democratico riunita ieri ha fatto la sua proposta per le candidature alle elezioni politiche del 25 settembre. Ora il passaggio a livello regionale e poi nazionale. Con un messaggio chiaro al segretario Enrico Letta, ribadito anche ieri nella relazione di Ruscelli: “Il territorio aretino deve tornare ad avere una sua rappresentanza in Parlamento e in Regione”. Nell’ultima legislatura zero deputati e senatori aretini di centrosinistra, nessun assessore nella giunta di Eugenio Giani.

Il possibile rimpasto nell’esecutivo toscano (molti infatti si candidano) apre prospettive in questo senso a Lucia De Robertis, consigliere regionale, che infatti non figura tra i sei della rosa. Mentre Ceccarelli, capogruppo pd in Regione ed ex assessore di peso, ha ricevuto ieri l’ufficializzazione unanime del suo partito a candidato numero uno. C’è convergenza. Una soluzione naturale quella di puntare sull’esperto Ceccarelli, anche se per il “closing” (10-11 agoato) è presto.

C’è poi da capire se davvero la sua collocazione sarà nel Collegio uninominale 9 Arezzo, dove si annuncia una sfida all’ultimo voto per il seggio “contendibile” con il centrodestra; oppure se Ceccarelli sarà candidato nell’uninominale del Senato, nel collegio Arezzo, Siena e Grosseto. Possibile. Se ne parla anche in Piazza del Campo. Qualora questo avvenisse (e Riccardo Nencini, uscente, dove va?), va individuato il candidato di punta alla Camera. Uno degli altri cinque della lista (Ruscelli?) o una espressione della società civile, dell’imprenditoria o dell’associazionismo. Molto dipende dal cantiere della coalizione di centrosinistra ancora aperto a livello nazionale: Italia Viva di Renzi e Azione di Calenda che fanno? Ogni scelta andrà ponderata nel contesto di un confronto elettorale che per il centrosinistra si preannuncia in salita stando ai sondaggi.

Ed eccoci, appunto, al centrodestra. Dove il ruolo guida del partito di Giorgia Meloni sembra esprimersi ad oggi con il posizionamento di un candidato di Fratelli d’Italia nel Collegio 9. Francesco Macrì è in vantaggio (con Francesco Lucacci e Roberto Severi nel proporzionale) ma la sua posizione di forza nelle ultime ore risente del ritorno di fiamma del fronte moderato che gioca la sua ultima chance proprio mentre la coalizione pare stia perfezionando l’intesa con Toti.

Così Lucia Tanti, vice sindaco di Arezzo e che in Toti ha il riferimento politico nazionale, recupera carte da giocare per quanto il competitor Macrì - in attesa del giudizio del Tar sulla decadenza dalla guida di Estra - sia indubbiamente difficile da scalzare. Bisognerà vedere quale ragionamento prevarrà nell’alleanza di centrodestra Meloni-Salvini-Berlusconi, che dopo aver fissato la cornice dell’accordo sui collegi deve scendere nel dettaglio. E forse i giochi si chiuderanno in extremis.

Il ragionamento in chiave locale dovrà comprendere varie analisi: se un candidato prettamente politico partitico o amministratore, se antidraghiano o draghiano, ma si dovrà soppesare anche il fastidio del processo Coingas in corso. Quanto alla Lega, il collegio Senato sembra appannaggio di Mario Lolini, coordinatore regionale, grossetano, con la senatrice uscente Tiziana Nisini nel proporzionale. Nel plurinominale Camera potrebbe trovare spazio anche Mario Agnelli, sindaco di Castiglion Fiorentino, le cui quotazioni appaiono in rialzo. Ieri all’incontro co Salvini a Firenze, il commissario provinciale Matteo Grassi - c’è anche il suo nome in lizza - era rappresentato daCinzia Santoni. Non demordono gli onorevoli uscenti Felice Maurizio D’Ettore e Stefano Mugnai con ipotesi di candidatura anche in altri collegi, quanto a Forza Italia guidata sul territorio da Bernardo Mennini, non rinuncia certo ad avere voce in capitolo.