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Arezzo, la rissa tra ventenni in piazza Sant'Agostino: cosa sappiamo e la rete di telecamere inadeguata

Luca Serafini
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Ci risiamo. Una rissa in piazza Sant’Agostino. Almeno quindici giovani coinvolti, divisi in due gruppi opposti: italiani e nordafricani. Due feriti (lievi) e indagini rese complicate dall’inefficienza del sistema di telecamere per la sicurezza. Non sono state disponibili per tutta la giornata di ieri le immagini della movimentata situazione scoppiata alle 2.30 della notte tra sabato e domenica. Soltanto oggi i carabinieri guidati dal maggiore Silvia Gobbini potranno acquisire alla centrale della Polizia municipale i video, se ce ne sono, e se risultano di buona qualità. Un deficit, quello della rete di videosorveglianza - riprese di bassa risoluzione e copertura a colabrodo - sottolineato nei giorni scorsi dal Prefetto, Maddalena De Luca, dopo l’assalto dei ladri all’Esselunga con auto-ariete e l’esplosivo. De Luca raccomanda uno sforzo di adeguamento e miglioramento delle telecamere. Intanto, a quanto pare, le forze dell’ordine sono di nuovo alle prese con difficoltà legate ad un sistema che dopo tanti anni di annunci e di progetti, dovrebbe dare risposte rapide e ottimali. Invece, superata metà 2022, la città è in ritardo. Nello specifico, della rissa dell’altra notte, i militari della Compagnia di Arezzo e della Stazione, non hanno ricevuto nel loro sistema di acquisizione delle immagini, i filmati delle postazioni di piazza Sant’Agostino, che pure è uno dei luoghi più sensibili da monitorare. Si spera, almeno oggi, di avere materiale dai Vigili urbani, perno del sistema di controllo comunale. Intanto i militari dell’Arma stanno mettendo insieme gli elementi raccolti sul posto, dopo l’intervento d’emergenza in piazza. Due fazioni distinte sono venute alle mani. Tutto sarebbe nato dal bisticcio tra una coppia di fidanzati aretini: erano presso una panchina insieme al proprio gruppo di amici. Questa situazione avrebbe irritato i tunisini presenti nella stessa piazza. I nordafricani avrebbero manifestato disappunto e, contrariati, si sarebbero avvicinati agli altri. A quel punto è scoccata la scintilla della rissa. Botte date e prese di santa ragione. A mani nude. Un caos segnalato a raffica dai residenti al 112. Scene violente. I militari della Stazione e del Nucleo Radiomobile sono accorsi in piazza, dopo che l’avevano già ispezionata prima della mezzanotte. Ovviamente c’è stato il fuggi fuggi. Gli equipaggi hanno identificato alcuni ventenni e chiamato i sanitari per prestare le cure mediche ai due giovani che presentavano lesioni, non gravi: proprio i due fidanzati, dimessi dal Pronto soccorso del San Donato dopo aver ricevuto le medicazioni alle contusioni riportate. Molti dei giovani coinvolti si erano invece allontanati, facendo per ora perdere le proprie tracce. Forse ci sono stati altri feriti. E’ chiaro che in questi casi le immagini risultano preziose e poter agire nell’immediatezza - specie per fatti ancor più gravi - è fondamentale. Le indagini dei Carabinieri sulla rissa sono in corso per identificare compiutamente tutti i partecipanti e chiarire meglio la situazione. Tra i coinvolti ci sarebbero anche giovani già noti. Escluso ogni collegamento con le baby gang, in primis la Famiglia Montana che imperversava in città con base operativa proprio a Sant’Agostino, dove il sistema di videosorveglianza pubblico si è rivelato, per ora, non rapido nel restituire le risposte. Sperando che ci siano e che la qualità dell’immagine sia apprezzabile.[/TESTO] Altrimenti occorre tentare con le telecamere private.

VIDEOSORVEGLIANZA DA RIVEDERE

Ci sono zone della città coperte molto bene e con immagini di qualità, ma altre scoperte oppure dove le telecamere forniscono immagini insoddisfacenti e quindi scarsamente utili alle indagini. Il sistema di videosorveglianza di Arezzo è antiquato, superato, incompleto. La conferma l’ha data giorni fa il Prefetto, Maddalena De Luca, auspicando un innalzamento del livello del servizio. Eloquente, sul piano politico, era stato anche l’intervento di Fratelli d’Italia - che fa parte della maggioranza al comune di Arezzo - volto a sollecitare un aggiornamento del sistema. Da quello che ci risulta, il problema è che la stratificazione nel tempo di tecnologie diverse, con interventi successivi, ha prodotto un quadro attuale frastagliato nel quale la stessa mappa della città risulta scoperta in varie parti e molti dispositivi che registrano video sono di vecchia generazione, con qualità pessima. Occorrerebbe, a quanto emerge, una revisione completa di tutto il sistema affidata ad uno o più ingegneri, esperti, per monitorare una ad una le postazioni della videosorveglianza e intervenire con gli opportuni accorgimenti e sostituzioni. Al di là di come il lavoro sia stato impostato in passato, occorre prendere in mano la situazione. Potrebbe servire un cospicuo finanziamento, si parla di mezzo milione. Ma per una amministrazione comunale - tanto più se il tema sicurezza è stato posto come priorità - la riflessione è da fare. Altra criticità da correggere è la trasmissione delle immagini dalle telecamere alle centrali operative delle forze dell’ordine. In certi casi già adesso i video dovrebbero pervenire non solo alla Polizia Municipale ma anche ai Carabinieri. Cosa che per Sant’Agostino ieri non è avvenuta e solo oggi potrebbe esserci lo scambio di informazioni. La rapidità di consultazione delle immagini spesso fa la differenza nelle indagini.