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Arezzo, viaggio al Pionta nel cantiere della Cittadella della Salute

Francesca Muzzi
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La foto sui social, postata dal professore Claudio Santori e che ritrae numerosi volumi accatastati durante i lavori al Pionta, ha fatto il giro della città. “Come è possibile che un tesoro così prezioso, sia quasi pronto per il macero”, si sono chiesti in tanti, compreso lo stesso professore. Ma è bastato un giro nell’area dove sorgerà la Cittadella della salute, al Pionta, per vedere che quei volumi adesso sono stati sistemati dentro un container. Fa caldo al Pionta e gli operai lavorano tra polvere e calcinacci. Entriamo dentro il cantiere. Un pavimento di polvere e ferri dove un tempo sorgevano le palazzine, ormai pericolanti che ospitavano le cucine dell’ex manicomio. Dei libri nessuna traccia ma basta uno sguardo panoramico per capire che sono stati adagiati all’interno di un container dal quale spuntano alcuni fogli. Alcuni probabilmente sono stati coperti da un tendone spesso. Ma qualcuno ci mostra che ce ne sono degli altri. Sono incartati con un nailon pesante. Sembrano più preziosi e infatti lunedì saranno valutati da un team di esperti per capire quanto sia preziosa la loro provenienza. “Il resto di libri e documenti - ci dicono - è già in archivio all’università”. Ci fanno però notare che sull’area dove dovrà sorgere una delle palazzine della Asl ancora non hanno potuto demolire un pezzo dell’ex cucine. Praticamente è rimasto una parte di muro: “perché c’è un contatore che appartiene all’università e noi non lo possiamo toccare”. I lavori comunque procedono. Al Pionta nella zona del consultorio è un via vai di pazienti, così come negli altri edifici. Ma qualcuno fuori dall’area dove sorgerà la Cittadella della salute, ci mostra che la piaga della tossicodipendenza non si arresta. Vicino all’ufficio protesi, per terra ci sono siringhe e anche rifiuti gettati così. L’unica speranza è che con la nascita del nuovo complesso Asl, tutta l’area possa essere riqualificata. Per il momento le ruspe hanno abbattuto già una parte della storia di Arezzo, quelle palazzine, ormai pericolanti e anche pericolose. L’allarme dei libri appare per il momento rientrato, anche se prima di lasciare il cantiere ai nostri piedi scorgiamo un foglio datato 1968. Un documento che verrebbe voglia di conservare o di salvare. Ma lo riconsegniamo, pensando a quanta storia conserva il colle del Pionta.