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Arezzo, cittadella del sapere all'ex scalo merci: il piano va avanti

Marco Antonucci
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Quello ratificato nei giorni scorsi dalla giunta Ghinelli è un passaggio importante per il piano di riqualificazione dell’ex scalo merci di Arezzo, un’area destinata, nelle idee dell’amministrazione comunale, ad ospitare la cittadella del sapere, quel Terzo luogo, così lo definiscono i tecnici, che porterebbe Arezzo tra le città europee urbanisticamente più avanzate. Si chiama Biblioteca pubblica ma in realtà è molto di più: un luogo di incontro e di spazi culturali, ma anche una ridefinizione urbanistica di una vasta area a ridosso delle mura che prevederebbe anche la realizzazione di un parcheggio auto sotterraneo per la stazione ferroviaria e di un terminal bus. La Public library è prevista in un grande edificio che interesserebbe una porzione di 15 mila metri quadrati in quello spazio che si trova lungo i binari, tra la Questura e il sottopasso del Baldaccio. 

 

 

Il piano d’intervento compie dunque un passo in avanti dopo che nei mesi scorsi aveva nell’ordine incassato la bocciatura della Regione Toscana, che non lo aveva inserito tra i progetti destinati a ricevere i finanziamenti europei, e il sì della società Fs Sistemi Urbani del gruppo Ferrovie dello Stato che aveva formalizzato la propria disponibilità allo sviluppo di valorizzazione dell’area e alla cessione dei terreni sulle quali è prevista la realizzazione della nuova Public Library. La Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze ha da tempo annunciato la volontà di donare il progetto - nell’ambito dei propri scopi di utilità sociale e di promozione dello sviluppo economico dei territori - e oggi, il protocollo d’intesa è stato formalizzato da un atto di giunta. “La donazione” si legge nel provvedimento, “proposta dalla Fondazione ha per oggetto il progetto (inteso come progetto di fattibilità tecnico ed economica) della Biblioteca pubblica da realizzarsi nell’area dell’asse ferroviario di Arezzo”. Una donazione, viene ricordato dalla giunta, “eseguita per pura liberalità e senza alcun ritorno di carattere commerciale”. La delibera fissa la “volontà di accettare la donazione del progetto” e dà il via ad una particolare procedura, prevista dalle normative in materia, che dispone la pubblicazione sul sito internet del Comune per trenta giorni “della proposta di donazione ricevuta, precisando che la donazione da parte della Fondazione avverrà solo se altri soggetti nel periodo di pubblicazione dell’avviso non avranno manifestato la volontà di una proposta almeno equivalente”.
 

 

Il piano per il Terzo luogo va dunque avanti, come testimonia questo passaggio formale legato alla donazione del progetto da parte della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze. L’ipotesi di quello che potrebbe essere il nuovo volto dell’area dell’ex scalo merci lo ha disegnato il master plan realizzato dall’amministrazione comunale nel 2018. Previsto un grande edificio, la Public library appunto, e poi tutta una serie di volumi previsti lungo un asse viario centrale. Il terminal degli autobus si sposterebbe all’interno dell’area, liberando gli spazi occupati oggi a ridosso delle mura. Tra le previsioni anche quella di realizzare anche un parcheggio auto sotterraneo al servizio della stazione. Un progetto ambizioso, destinato a cambiare volto ad un pezzo di città. Un’opera il cui costo stimato si aggira intorno ai 18 milioni di euro che, sulla carta, sta muovendo i primi passi.