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Arezzo, il fienile set de La vita è bella di Benigni diventa un centro studi

Sara Polvani
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La Leopoldina Il Poggiale della Fraternita dei Laici, che a Castiglion Fibocchi comprende il famoso fienile ripreso nel film La Vita è bella di Roberto Benigni vincitore di tre premi Oscar, sarà un centro di documentazione sull’architettura rurale e di studio sull’agroalimentare in Toscana “Stiamo finendo la risistemazione della Leopoldina Il Poggiale, dove si è svolta la Vita è bella e procederemo alla ristrutturazione del fienile”, spiega il primo rettore di Fraternita, Pier Luigi Rossi. “Lì faremo un agriturismo, è un luogo da film con tre Oscar che inizia dal fienile della Leopoldina. Lì faremo anche mostre, sarà un luogo di memoria sull’architettura rurale in Toscana. Pietro Leopoldo fece una grande riforma agraria, è storia che diventa cultura ed economia. Ne faremo un centro attivo di documentazione dell’architettura rurale e chiederemo in questo senso un contributo alla Regione. Quel luogo, che rappresenta la toscanità nel mondo, può essere il luogo simbolico di rappresentanza e presentazione di un centro di studi propulsore e dinamico sull’architettura rurale. Questo lo vorrei proporre anche all’Università di Siena, con cui abbiamo un protocollo, come luogo di studio dei sistemi agroalimentari in Toscana. Vorremmo proporre il nostro territorio e questa Leopoldina come luogo di studio e documentazione. La Fraternita che diventi contemporanea”.

 

 

La Fraternita dei Laici è la più antica ed autorevole istituzione pubblica della città di Arezzo, fondata nel 1263. Con i suoi 1.300 ettari di terreni agricoli-boschivi è una delle aziende agroalimentari, più grandi e più importanti nella provincia. I prodotti agroalimentari hanno il marchio di Tenute di Fraternita. “Ci stiamo concentrando adesso nell’attività agricola - prosegue Rossi, che ha portato nella gestione quotidiana di Tenute di Fraternita la sua preparazione scientifica di medico specialista e docente universitario in Scienza della Alimentazione -.Mercoledì prossimo saremo al Comune di Castiglion Fibocchi per presentare una nuova idea: abbiamo pensato di mettere a disposizione dei giovani coltivatori i primi otto ettari ad agricoltura biologica. Siamo un’azienda di agricoltura biologica e vogliamo aiutare i giovani che vogliono coltivare la terra. Lancerò l’idea al sindaco che il Comune possa diventare il primo in Italia ad attività biologica”.

 

 

La Fraternita, d’intesa con il Comune di Castiglion Fibocchi, intende infatti con un bando incoraggiare l’accesso alla terra dei giovani imprenditori e imprenditrici agricoli che non hanno ancora compiuto quaranta anni. “Abbiamo riseminato i grani antichi – Frassineto, Autonomia, Abbondanza, Verna – orzo, farro - aggiunge Rossi - ottenendo dei grandi risultati, poi contengono meno glutine e hanno maggiori nutrienti. Li produciamo in farina a tutto corpo (tutto il chicco di grano viene macinato) e venduti in sacchetti per l’orzo ed il farro. Abbiamo fatto anche lenticchie, ceci, fagioli e dopo il 16 agosto semineremo zafferano. È un’azienda agricola che si rinnova e porta nel mercato prodotti sani e biologici. Siamo riusciti a vendere 1.800 bottiglie di vino rosso al Vietnam. In Vaticano abbiamo i nostri prodotti. Ci hanno ordinato 15 mila bottiglie di vini. Non solo siamo una delle più grandi aziende agricole ma siamo anche esportatrici in più di 16 Paesi esteri”.  “Tutto questo - conclude Pier Luigi Rossi - è stato raggiunto in questi anni da quando sono primo rettore, grazie anche alle persone che lavorano con me. Da tener presente che il mio è tutto un impegno civico, di volontariato civile. Vogliamo inoltre valorizzare il ruolo del bosco, con iniziative di sensibilizzazione. Il bosco di Fraternita sarà ancora più valorizzato. Ci piacerebbe che le persone potessero frequentare i nostri boschi e le nostre case. Faremo anche una fattoria didattica a Mugliano, per il cui progetto abbiamo già coinvolto nel giugno scorso le scuole di Pieve al Toppo e ora coinvolgeremo anche quelle di Arezzo. Dobbiamo far diventare la Fraternita contemporanea”.