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Arezzo, occupata l'area ex Lebole. Materassi, coperte e tanti rifiuti

Francesca Muzzi
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L’area ex Lebole è occupata. Ci sono persone che ci dormono. E ci sono materassi, rifiuti, scarpe sportive. C’è di tutto dentro quell’area che l’imprenditore Patrizio Bertelli stava per prendere, ma che poi qualcosa è andato storto e, per ora, non se ne fa di niente. Il video denuncia è stato pubblicato da Alò Web, canale di informazione dell’avvocato David Faltoni: “Abbiamo ricevuto un breve video - scrive Faltoni - da chi è costretto a vivere all’interno dell’ex area Lebole”. Sul video si sente la persona, straniera, che parla in sottofondo mentre fa le riprese e descrive quello che c’è. Roba buttata per terra, rifiuti e coperte. Pare, dal racconto, che non ci siano solo una o due persone a dormire là, ma anche minori.

 

 

Il video, caricato sulla tv virtuale, sta facendo il giro della città. Sulla situazione abbiamo chiesto spiegazioni anche al comandante della polizia municipale, Aldo Poponcini, il quale risponde che “continueremo a fare sopralluoghi”, così come è successo negli anni, ma pare che i dormitori, all’interno di palazzi, terreni e quanto altro abbandonati, sia un problema costante. Addirittura all’ex Garbasso, dove oggi sorge il tribunale, c’è una persona che continua da anni a dormire all’interno di una tenda. Una piaga sociale che per il momento, nonostante le diverse soluzioni per aiutare queste persone, prima fra tutte la Caritas, non è stata sradicata dalla nostra città. E pensare che su quell’ex area Lebole, ormai chiusa e praticamente abbandonata da venti anni, di progetti ne sono stati fatti diversi. Tra questo uno che, per il momento è rimasto fermo e che lo stesso sindaco Ghinelli, proprio dietro un articolo del Corriere di Arezzo, confermò. Vale a dire l’operazione che vedeva protagonista l’imprenditore Bertelli. “L'operazione è stata molto seguita da me, come sindaco, ed è iniziata nell'autunno del 2021”, disse in un’intervista il sindaco Ghinelli. “L'idea di Bertelli era di fare un parco dedicato alla città con una realizzazione importante dal punto di vista naturalistico legato all'ambiente e alla transizione ecologica. Purtroppo il percorso di avvicinamento è stato molto lungo, credo che l'accordo tra il proprietario e il potenziale acquirente fosse in linea di arrivo e il Comune avrebbe messo risorse a questa iniziativa perché interessava in maniera particolare”. Poi tutto si è fermato. “La guerra in Ucraina ha ridefinito i contorni commerciali di alcuni importanti asset di Prada” ha detto Ghinelli “per cui questa cosa è stata stoppata, per adesso... Non è una chiusura totale". Ghinelli aveva definito l’operazione “un regalo” che il patron di Prada avrebbe fatto alla città. Mai dire mai. Ma nel frattempo l’area Lebole è diventata un dormitorio. Non c’è sicuramente da stupirsi. Entrare pare che sia facile così come sistemarsi all’interno di quello che una volta era un vero e proprio fiore all’occhiello dell’industria aretina. Una zona che può e deve essere riqualificata. Nessuno è riuscito a dare un volto, un senso, un’identità a quel pezzo di Arezzo dove invece hanno spadroneggiato ladri, abusivi, disperati, perfino baby gang in cerca di fondali per girare video musicali trap e adesso sta diventando un dormitorio. Proprio il compianto sindaco Luigi Lucherini, scomparso martedì scorso, all’epoca voleva farci un Outlet, ma le categorie economiche a quel tempo si opposero e così l’Outlet è sorto a Foiano della Chiana. Chissà che cosa invece avrebbe portato - o forse tolto - ad Arezzo, ma in qualche modo quell’area cara a tantissimi aretini dove vi hanno lavorato mamme, nonne e zie, avrebbe avuto un volto migliore rispetto a quello di oggi, un grande spettro dove regna solo il ricordo di quello che è stato. E l’area Lebole è solo uno dei tanti casermoni abbandonati. Per uno di questi nello scorso giugno c’è stato il lieto fine: l’ex palazzo dell’Enel che finalmente Cfda, acronimo che sta per “Chiare fresche dolci acque”, società aretina che crede nell’operazione immobiliare lo trasformerà in negozi, uffici e abitazioni. Chissà quale destino invece ci sarà per l’ex area Lebole. Per ora tutto è come venti anni fa. Se non peggio.