Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Arezzo, elezioni: Noi Moderati candida capolista Lucia Tanti, Maria Elena Boschi in bilico tra Roma e Toscana. Il punto

Luca Serafini
  • a
  • a
  • a

Nel frenetico flipper delle candidature per le elezioni del 25 settembre si accende la stella di Lucia Tanti. Dalle stanze dei bottoni dei centristi di Noi Moderati (Toti e Brugnaro) ieri sono arrivati segnali importanti per la numero 2 di Palazzo Cavallo. La vice sindaco di Arezzo, salvo colpi di scena, sarà candidatura alla Camera come capolista nel collegio proporzionale che raccoglie Arezzo, Siena, Grosseto e Livorno. E i sondaggi più freschi che vedono la lista ben oltre lo sbarramento del 3 per cento sembrano offrire più di una chance di elezione a Lucia Tanti, di cui si parla con insistenza fin dalla casella del “via” di questa corsa al Parlamento. La posizione di capolista di Noi Moderati potrebbe essere perfino più comoda della candidatura nell’uninominale, di cui pure si è parlato, nella sfida contro il rappresentante dal centrosinistra, Vincenzo Ceccarelli. In qualità di esponente di Noi Moderati, e non di coalizione del centrodestra, Lucia Tanti non dovrebbe seguire indicazioni vincolanti da parte degli alleati e, se eletta, potrebbe rimanere ad operare anche in Comune, dividendosi con Montecitorio. C’è poi da calcolare la “variabile Coingas”, ovvero la ricaduta del processo in corso che vede tra gli imputati il sindaco Alessandro Ghinelli, con il teorico rischio di sospensione (e quindi di sostituzione da parte del vice) in caso di una condanna - lo diciamo sempre in via teorica - per abuso d’ufficio. 
Nel collegio proporzionale Camera, intanto, si registra l’accettazione della candidatura come capolista di Laura Boldrini, per il centrosinistra. Dietro di lei, al terzo posto, corre Roberta Casini, sindaco di Lucignano. Se il Movimento 5 stelle deve ancora decidere i suoi rappresentanti sulla base del voto interno (Conte individua i candidati per l’uninominale, ampie chance per il valdarnese Pierazzi), il distillato delle candidature nel centrodestra non è ancora pronto. C’è tempo fino al 22 agosto e forse si arriverà sul filo. Così ancora attende il suggello dall’alto, nel collegio 9 Arezzo maggioritario, il nome di Francesco Macrì. La quota qui è di Fratelli d’Italia, la condivisione aretina c’è, ma come in tutta Italia il ragionamento della coalizione è da cristallizzare. E questo lascia aperte ipotesi alternative, in ambito FdI, come Francesco Lucacci, guida politica del partito, o Letizia Giorgianni, che aretina non è ma le sue carte da giocare pare le abbia. Possibile anche una virata in chiave centrista. Incognita per il destino politico di Stefano Mugnai e Maurizio Felice d’Ettore, vincitori nel 2018 per la coalizione, non si capisce bene se già a fine corsa o pronti a correre di nuovo. Sul Senato, appare certa la sfida che la senatrice della Lega, Tiziana Nisini, ingaggerà con il sindaco di Montalcino, Franceschelli nel collegio maggioritario, mentre Lolini, grossetano coordinatore regionale della Lega, dovrebbe scendere in campo sul Senato proporzionale. 
Ma in queste ore si parla di Tommaso Nannicini, montevarchino, in corsa a Prato per il centrosinistra al Senato, non senza polemiche per la scelta esterna di Letta, e si parla molto anche di Maria Elena Boschi, aretina di Laterina: la sua candidatura oscilla tra Roma e Arezzo. Un gioco di incastri difficile da interpretare. Di sicuro l’ex ministra correrà “in casa”: da qualche mese ha preso residenza a Roma ma radici e famiglia sono nell’Aretino. Niente candidatura “paracadutata”, come nel 2018 a Bolzano in un collegio sicuro, ma una sfida vera mettendosi in gioco. La fine positiva con assoluzione in primo grado, del processo al padre Pier Luigi per la vicenda Banca Etruria può aver segnato una svolta. Nelle prossime ore anche lo schieramento formato da Calenda e Renzi dovrebbe prendere forma, con quest’ultimo che per penetrazione dei renziani in Toscana avrà più potere di scelta nel posizionare le pedine.