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Arezzo, il decano della destra Bianconi: "Macrì era il candidato naturale, Ceccarelli è una corazzata, Tanti la miglior figura politica"

Luca Serafini
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Bastian contrario, inguaribilmente di destra. Ma di una destra che non vede in quella che stando ai sondaggi il 25 settembre può prendere le redini del Paese. Maurizio Bianconi, 76 anni, ex Msi, An, Pdl, in passato con alti incarichi nel partito e alla Camera, oggi sarà anche fuori da ogni gioco, non sposterà voti dalla sua residenza di Forte dei Marmi, però pochi come lui hanno nettezza di opinione e sagacia nella lettura delle cose politiche. Lo sentiamo.

Bianconi, candidature fatte. Viste?

“Bel lavoro... Questa legge che doveva ovviare alla poca trasparenza nelle candidature, concentra invece tutto sulle oligarchie: hanno preso non il sopravvento ma il monopolio”.

Il Rosatellum è così.

“A parte che in questi anni potevano tutti darsi da fare per cambiare la legge elettorale e invece non l’hanno toccata, io dico anche: Letta guida un partito nel quale per statuto si dice che le primarie determinano i candidati. Ma nel Pd non ci sono state. E la Meloni? Andò via dal Pdl perché Berlusconi rifiutava le primarie…”

Non c’è stato tempo. Tutto veloce. Lo scioglimento delle Camere e la data del voto a stretto giro.

“Storie. Le primarie si fanno in una settimana, sono la cosa più elementare che c’è. Questo saltare la voce della base indebolisce la democrazia e la forza dei partiti. Io nei miei scritti sul web parlo da un pezzo di post democrazia”.

Questione Arezzo.

“Gigantesca. Quello che hanno fatto a Francesco Macrì è grave. Con tutti i difetti che Macrì ha, essendo una forte personalità, di grande carattere, con la sua vanità, è indubbiamente una spanna sopra gli altri, ha senso politico, è esperto, fa politica da trent’anni. Invece lo hanno lasciato a casa perché non gradito a certi esponenti regionali. Hanno fatto una cosa che io in molti anni non ho mai visto: Fratelli d’Italia ha lasciato un seggio ritenuto sicuro per prenderne un altro... Bah”.

Può aver giocato un ruolo il processo penale in corso?

“Ma si vada a vedere la Meloni quanti ne ha sotto indagine… Si è fatto di tutto per non dare il seggio a chi lo meritava, Macrì, che era la soluzione naturale. E, si badi, lo dico dopo anni che con Macrì siamo politicamente assai distanti. Anche se posso dire che l’ho fatto nascere io, è un mio allievo. Quando c’era Matteoli in Toscana, candidava i migliori, anche se non erano dalla sua parte. Questo atto di prepotenza non è foriero di buone notizie per il dopo 25 settembre”.

Quindi ora che il centrodestra si accinge a vincere, stante i sondaggi, lei ne prende le distanze.

“Con il centrodestra ho chiuso 2017. Di recente ho scritto sui social e nel blog che Meloni è una appendice concordata della post democrazia, utile al sistema. Candida Tremonti, che ha giustiziato il governo Berlusconi e ha messo l’Imu, è legata alle fondazioni americane”.

Quindi in chi si rispecchia, chi voterà?

“Nessuno. Non voterò”.

Ad Arezzo la coalizione marcia compatta con la leghista Tiziana Nisini, lo stesso Macrì dice: avanti uniti per vincere. Sarà sfida con Vincenzo Ceccarelli.

“Ma quale sfida e duello. Il voto è sul partito e si riflette sul candidato. Nisini, che è anche capolista al proporzionale, non la conosco. Ceccarelli è una corazzata sopravvissuta al post comunismo: poca fantasia ma molta capacità, passo alpino, preparato, solido”.

Vede novità nelle candidature aretine?

“Molti riempitivi. Ma indubbiamente spicca Mario Agnelli nelle liste della Lega. Prima era di Forza Italia. Come sindaco di Castiglion Fiorentino ha fatto bene”.

Lucia Tanti capolista alla Camera con Noi Moderati di Toti, Lupi e Brugnaro.

“E’ la persona politica più preparata che c’è ad Arezzo. Corre con un piccolo partito ma tutto può succedere. I migliori auguri”. 

Il terzo polo?

“Calenda e Renzi non so a chi possono rosicchiare voti: Calenda è un pariolino che gioca a fare la politica, poco attendibile; Renzi è un Macrì in grande che dribbla alla Sivori e si scarta da solo poi batte le musate”.

Lei orienterà voti?

“Io sono ininfluente. Scrivo i miei articolai su Destra.it e Lavocina.it”.

Di recente è morto Luigi Lucherini, fu il primo sindaco di Arezzo del centrodestra, figura carismatica: opere pubbliche importanti poi ci fu Variantopoli. E con lei il rapporto si guastò.

“Riteneva che io fossi andato dai magistrati a riferire contro di lui, cosa non vera. Ma la cosa peggiore è che ci aveva promesso il cambiamento senza avventure e invece ci furono avventure senza cambiamento. Oggi si continua su quel solco”.