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Arezzo, commercianti strozzati dal caro bollette: "Si rischia di chiudere. Prezzi triplicati"

Francesca Muzzi
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La protesta di Confcommercio di esporre in vetrina le bollette del 2022 a confronto con quelle del 2021, partita da Firenze, è arrivata anche ad Arezzo e provincia. Ieri mattina è stato un crescendo di esercenti di ogni categoria dimostrare quanto il costo dell’energia sia raddoppiato, a volte anche triplicato, rispetto a quello del 2021. Un coro di proteste, anche perché “i servizi che diamo ai clienti sono sempre gli stessi”, dicono i titolari di alberghi, ristoranti e quanto altro “ma in queste condizioni ci devono dire come fare ad andare avanti”. Salvatore Billi del Billi’s locale di pizzeria e street food in via Romana, si è visto triplicare la bolletta della luce, nel vero senso della parola: “Da aprile a luglio 2021 ho speso di energia elettrica 7 mila e 506 euro, quest’anno nello stesso periodo mi sono visto arrivare una bolletta pari a 24 mila e 786. Un aumento dei costi energetici fosse, insostenibile che le nostre aziende non sono in grado di sopportare”, sottolinea. “Io penso che nessuno può capire che cosa significhi leggere una bolletta simile e non vedo soluzioni per risparmiare. Nel senso - prosegue Salvatore - che queste cifre le spendiamo per la produzione. Mica posso fermare i forni, oppure fare a meno dei frigoriferi. Sinceramente se avessi avuto due locali non nego che avrei pensato anche di chiuderne uno almeno per due mesi”. “Diteci voi - prosegue - che cosa dobbiamo fare. In questo modo sembra che ci vogliono costringere a chiudere, mandare a casa il personale che spesso non vuole dire non fare lavorare il singolo, ma mettere in difficoltà intere famiglie. Per fortuna noi ci salviamo ancora con lo street food, altrimenti non sapremo come fare”. Mirko è il titolare del casale Antico Carro di Cortona, bed and breakfast, ristorante che dalle 1.084 euro del 2021 è passato alle 3.416 di quest’anno. “Potremo riuscire a sostenere certi costi continuando ad offrire un servizio ad un giusto costo rapportato?”, si chiede Mirko. “I nostri servizi che diamo sono sempre gli stessi, ma per quanto riusciremo a stare al passo, perché qua non si parla solo di luce e gas, ma anche di materie prime. La carne è aumentata, per esempio e se si continua in questo modo, tanti locali quando torneremo in inverno saranno costretti a chiudere. E, ripeto, con questi aumenti, come faremo a garantire sempre lo stesso livello di qualità verso la nostra clientela”. “Qua ci giochiamo il nostro lavoro di una vita”, a dirlo è Roberto Comanducci, dell’Hotel Continentale e anche presidente Confcommercio degli albergatori di Arezzo. Raffaella Comanducci, titolare dell’albergo mostra la bolletta della luce: “Da 4.340 euro nel 2021 a 27.786”. Anche per gli albergatori la situazione è “Folle e insostenibile - dice ancora Roberto Comanducci - Abbiamo avuto un aumento del 600 per cento. Io penso che non ci sono parole. Alla fine ci faranno chiudere tutti, perché con questi costi e aumenti, i clienti potrebbero rinunciare al superfluo”. All’Hotel Minerva Gianni Fabbrini mostra una bolletta da 42.156 euro a fronte delle 12.750 che ne pagava nel 2021. Bollette in vetrina anche per la macelleria Dalla Noce a Capolona, da 657 euro a 1781 euro. “E adesso aspettiamo quella del gas”, dicono gli esercenti. “Tutto aumenta e alla fine dovremo aumentare anche noi i nostri prodotti”. Il presidente nazionale di Confcommercio Carlo Sangalli aveva parlato di “salasso del gas come la nuova pandemia”, mentre il direttore generale di Confcommercio Toscana Franco Marinoni aveva sottolineato l’emergenza: “Le nostre imprese non hanno bisogno di lavorare, hanno bisogno di guadagnare” e qualcuno azzarda pure: “Pizza margherita e dieci euro? Con tutti questi aumenti è il minimo”.