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Arezzo, elezioni: la sfida della sindaca di Lucignano Roberta Casini scelta dal Pd

Luca Serafini
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Roberta Casini è sindaco di Lucignano, il paese “perla della Valdichiana” che nei suoi due mandati alla guida del Comune ha reso più accogliente e prezioso. Attività produttive, lavoro, cultura, folklore e attenzione al sociale. Ora l’avvocato del Pd, 46 anni, eletta due volte con il 75% dei voti, si misura con le elezioni politiche. E’ candidata per il centrosinistra a trazione Pd nel listino proporzionale Camera (Arezzo, Siena, Grosseto, Livorno): terza, dietro a Laura Boldrini e Marco Simiani.

Casini, in giro si avverte già clima di sconfitta visti i sondaggi?

“No. Si respira molta preoccupazione per la situazione economica che viviamo, le difficoltà e le incertezze che hanno spinto noi candidati della Toscana ad avanzare una proposta forte al premier Draghi, affinché il governo uscente vari subito, con urgenza, un provvedimento per famiglie e imprese. Non si può aspettare che si instauri il nuovo governo, occorre intervenire subito per il caro bollette e l’inflazione, ma serve una spinta politica complessiva, a beneficio di quelle famiglie e imprese che in campagna elettorale tutti dicono di avere come priorità”. 

Com’è nata la candidatura?

“Si cercavano figure del territorio, radicate, con esperienza: sulla base della rosa proposta dal Pd provinciale, sono stata indicata come secondo nome dopo quello di Vincenzo Ceccarelli, candidato all’uninominale, figura di grande valore e spessore. Sono stata ritenuta utile ed eccomi qua”.

Temi nazionali e temi locali si intrecciano.

“Proposte serie e non fantasie. Una campagna elettorale, la nostra, calata su questioni generali e problematiche territoriali a partire dalle infrastrutture, alla sanità, al sociale. Stiamo passando dalle Case della salute alle Case di comunità e occorreranno risorse certe, soldi di spesa corrente, per i servizi da erogare e il personale. E poi grande interesse per i territori dei piccoli comuni, che sembrano marginali ma in realtà sono la vera struttura del Paese: occorre evitare lo spopolamento e per questo ci vogliono i servizi, dalla scuola agli anziani alla famiglia, welfare e sanità territoriale. I borghi sono belli ma ci si deve arrivare con facili collegamenti”.<CF1403>

Da qui al 25 settembre una maratona.

“Giro con la mia auto, aiutata da un gruppo di persone che mi vogliono bene e mi danno una grossa mano. Devo anche fare il sindaco e ho la mia famiglia, ma affronto la sfida per spirito di servizio. Non è il momento di tirarsi indietro”.<CF1403>

Draghi dice che l’Italia ce la farà, chiunque vinca.

“Certo. Ma se manterremo gli impegni internazionali. Ed è un messaggio chiaro a chi pensa di fare diversamente. Non si può mettere a repentaglio il Pnrr”.

Il nucleare non è contemplato dal centrosinistra.

“Il mio è un no secco e non c’entra l’alleanza elettorale con i Verdi. Due referendum hanno già indicato la strada: le fonti rinnovabili, occorre insistere lì”.