Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

L'arcivescovo Fontana getta le basi di una nuova chiesa, costerà 3 milioni: ecco dove. Crollo di Oliveto, ricostruzione in un anno

Luca Serafini
  • a
  • a
  • a

Nasce una nuova chiesa nella diocesi di Arezzo, Cortona, Sansepolcro. Non nel territorio aretino ma in quello senese, a Castelnuovo Berardenga, in località San Piero in Barca. Rientra nel perimetro diocesano perché la suddivisione geografica della Chiesa era questa ed esisteva ben prima dell’istituzione delle Province con i loro confini. La Cei (Conferenza episcopale italiana) presieduta da Matteo Maria Zuppi ha trasmesso in questi giorni l’assenso all’edificazione della chiesa all’arcivescovo Riccardo Fontana. Il quale, in attesa della nomina del suo successore, prosegue la sua attività. 

Investimento

La nuova chiesa costerà, alla fine, circa 3 milioni e il 75 per cento del finanziamento sarà a carico della Cei, la parte restante spetta alla diocesi. Sarà intitolata a San Pietro apostolo e l’esigenza di realizzare un luogo di culto è stata rappresentata fin dal 2019 dal territorio di Castelnuovo in seguito alla creazione di un importante insediamento urbano che presuppone l’istituzione di una parrocchia. In passato qui esisteva una chiesa ma è stata dismessa e venduta nel periodo in cui era vescovo Gualtiero Bassetti: l’edificio infatti sorgeva in un’area non urbanizzata, aveva solo costi di manutenzione e nessun utilizzo pastorale. Le cose sono poi cambiate con il passare degli anni e il sindaco di Castelnuovo Berardenga, Fabrizio Nepi, la popolazione ed il clero locale hanno chiesto tre anni fa l’edificazione di una chiesa. L’iter, che è stato rallentato dal periodo Covid e da contrattempi vari, prevede tutta una serie di passaggi tecnici e formali presso la Cei. Ora siamo ad una svolta e tra quindici giorni potrebbe essere pronto il progetto esecutivo sul quale la conferenza episcopale, il Comitato per l’edilizia del culto, darà l’ultimo giudizio. Entro l’anno è possibile l’inizio lavori. 

Equipe di tecnici

Alla proposta avanzata dalla diocesi ha lavorato una folta squadra con molti aretini, composta da un liturgista, don Matteo Ferrari di Camaldoli, un artista del nord Italia che eseguirà le opere, l’altare, l’ambone, il fonte battesimale, la via crucis, che è Luca Cavalca; il progettista Roberto Santarelli, architetto, di Spoleto, che Fontana ha voluto per averne apprezzato il lavoro quando era in Umbria e il professionista seguì la fase post terremoto; ci sono poi il direttore dei lavori, architetto Mario Maschi; l’ingegnere Alessandro Ghezzi per il calcolo strutture; il geologo Paolo Landucci; il rup (responsabile unico procedimento) è il geometra Lorenzo Cosi. Tutta la procedura è stata seguita per la Diocesi dal dottor Stefano Mendicino, economo e responsabile all’edilizia di culto. Il costo previsto di 2,5 milioni è destinato a raggiungere i 3 milioni considerando gli oneri di urbanizzazione, gli arredamenti e altre spese. Si andrà avanti per stati di avanzamento con una prima tranche di contributo e quindi a seguire gli altri. L’edificio si sviluppa in complessivi 800 metri quadrati, di cui 433 chiesa, sagrestia e campanile, 244 le parti comuni, 183 la canonica. Sul posto il referente religioso è don Luigi Benvenuti, legale rappresentante, e una volta realizzata la chiesa dovrà essere formata in modo ufficiale la nuova parrocchia per l’attività pastorale nel luogo intensamente popolato. Recentemente, l’arcivescovo Fontana nello stilare il bilancio della sua attività ha ricordato gli oltre venti milioni di investimenti sul patrimonio edilizio nella diocesi. Altri importanti lavori sono programmati e collegati al Pnrr, riguarderanno chiese principali ma si sta lavorando anche alla salvaguardia di quelle della campagna. A proposito di chiese nuova, ad Arezzo non è mai decollato il progetto di un edificio i di culto in zona Santa Croce: il Comune non ha destinato l’area, nel Piano urbanistico, a questa funzione. L’idea è rimasta così nel cassetto. 

Crollo di Oliveto

Per quanto riguarda il recente crollo del rivestimento della facciata della chiesa di Oliveto, nel comune di Civitella in Val di Chiana, la Diocesi sta già lavorando alla ricostruzione d’intesa con l’architetto Lorenza Carlini di Cortona. Per una questione di tempi, sarà possibile confidare nel contributo proveniente dall’otto per mille. Si tratta di 700 mila euro all’anno che la Cei destina alla Diocesi aretina. La programmazione viene fatta entro ogni mese di settembre, pertanto l’intervento di Oliveto può essere inserito in questo contesto. Anche per il rifacimento della facciata della chiesa di Oliveto la Conferenza episcopale interviene per il 75 per cento della spesa, il resto spetta a Diocesi o parrocchia. Intanto, sull’avvicendamento alla guida della Chiesa aretina, tutto tace. Monsignor Fontana ha compiuto i 75 anni e quindi, come vuole la regola, va a riposo ma la Santa Sede non ha ancora individuato il successore. Così è lui a gettare le basi della nuova chiesa.