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Arezzo, uomo picchia la compagna e poi ferisce due poliziotti, uno preso a morsi: arrestato

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Luca Serafini
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Ha alzato le mani contro la compagna e poi ha colpito i poliziotti che erano intervenuti per proteggerla, ferendone due, uno dei quali preso a morsi. Protagonista dell’episodio violento, un cittadino originario della Repubblica Dominicana, 47 anni, da molto tempo residente in Italia. Il giudice Giorgio Margheri ha deciso che l’uomo deve rimanere agli arresti, non in carcere, ma in un luogo diverso da casa sua dove altrimenti sarebbe di nuovo fianco a fianco con la compagna. Lei, 55 anni, peruviana, l’altra notte ha telefonato alle forze dell’ordine chiedendo aiuto. E pare non fosse la prima volta. Riferiva di aver preso uno schiaffo e che il partner era particolarmente agitato. E’ stata una notte movimentata nella zona di Saione dove la coppia vive. Una lunga convivenza sembra punteggiata da qualche fase difficile. Incomprensioni, bisticci, liti. Mai nulla di particolarmente grave ma stavolta la sfuriata domestica è finita con l’arresto. Non per maltrattamenti in famiglia ma per la resistenza e le lesioni agli uomini in divisa. In due sono dovuti ricorrere alle cure dei sanitari, al pronto soccorso, uno per il morso ricevuto all’avambraccio e l’altro per contusioni rimediate nel concitato corpo a corpo con il dominicano. 
Pare che anche l’alcol abbia influito nella situazione convulsa. A seguito dell’accaduto, la Procura della repubblica potrebbe aver aperto anche un fascicolo autonomo per il codice rosso, il percorso giudiziario specifico dedicato ai casi di donne fatte oggetto di vessazioni e aggressioni fisiche o morali. 
Intanto ieri mattina si è svolta al tribunale l’udienza di convalida dell’arresto nella quale l’imputato era difeso dall’avvocato Claudia Brunacci che ha chiesto i termini di legge per discutere il processo in un’altra data e si sta attivando per consentire all’assistito di potersi recare al lavoro. Il pubblico ministero di udienza, dottor Bernardo Albergotti, aveva chiesto che venisse applicata la misura cautelare più restrittiva, la custodia in carcere, anche sull’onda della tragica vicenda di Bologna dove Alessandra Matteuzzi è stata uccisa a martellate dall’ex, Giovanni Padovani, che la donna aveva recentemente denunciato per atti persecutori. Un caso che ha fatto molto discutere su un tema delicatissimo dove è censurabile ogni tentennamento nel prendere decisioni a salvaguardia delle persone sottoposte a rischi. E’ pur vero che ogni situazione fa storia a sé e non tutte sono sovrapponibili. Tornando all’arresto operato dalla polizia di Stato a Saione, pare che la compagna dell’arrestato, all’indomani del fatto, abbia ridimensionato la cosa riconducendola ad un bisticcio di quelli che capitano quando si è un po’ su di giri. Al termine dell’udienza dinanzi al giudice Margheri, comunque, le strade dei due almeno per ora sono state separate: l’uomo sta presso una parente, agli arresti domiciliari, e lei nell’appartamento che fino alla notte tra domenica e lunedì ha condiviso con il compagno col quale convive da venti anni.