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Arezzo, furti sulle auto che si fermano al semaforo dell'ospedale: medico derubato, giovane arrestato

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Luca Serafini
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Apriva lo sportello delle auto ferme al semaforo nei pressi dell’ospedale San Donato e rubava borse e borselli. Un giovane di 29 anni, aretino, è stato arrestato dopo un furto sventato dalla proprietaria, una donna che ha fatto inversione di marcia, si è ripresa il maltolto e non ha denunciato l’accaduto, e dopo un furto riuscito ai danni di un medico in servizio all’ospedale appena uscito dal turno di lavoro.
E’ stata la polizia a rintracciare l’autore del colpo messo a segno con una vera e propria imboscata ai danni del dottore. Gli agenti, dopo aver raccolto testimonianze in zona e ricevuto la denuncia del malcapitato, hanno capito di chi poteva trattarsi e in capo ad una breve indagine hanno arrestato il 29enne. A inguaiarlo, tra l’altro, la maglietta rossa che indossava.
Recuperato il borsello del medico, gettato nei pressi, con all’interno 80 euro e tutti i documenti, compreso il tesserino professionale dell’Ordine dei Medici. A spingere il giovane a commettere l’azione piratesca appostato al semaforo sarebbe stata l’urgenza di avere in tasca dei soldi da spendere per necessità piuttosto immaginabili legate all’assunzione di sostanze. Una fragilità emersa con sufficiente chiarezza dopo lo stop: un problema che dovrà essere affrontato con le opportune modalità di recupero. 
Intanto il giudice Giorgio Margheri ieri ha convalidato l’arresto della polizia e vedremo se, tecnicamente, è passata la linea della procura di qualificare il furto come perpetrato con “destrezza” oppure no. L’avvocato Cristian Caloni, che è il difensore dell’arrestato, ha insistito per far cadere l’aggravante, di cui non ci sarebbero i presupposti. Si sarebbe approfittato, questo sì, dell’occasione ma senza mettere in atto chissà quale artificiosa macchinazione. 
Il giudice intanto ha rimesso in libertà il 29enne - che sarà giudicato il 28 settembre - e accogliendo anche la richiesta del pm di udienza Bernardo Albergotti, ha disposto la misura dell’obbligo di firma.
Le due azioni avvenute nei pressi del Pronto soccorso dell’ospedale San Donato risalgono entrambe alle ore pomeridiane. Nel primo caso il giovane avrebbe preso di mira una Fiat 500 con a bordo la donna che, accortasi del furto, è tornata indietro e si è ripresa la borsetta che le era stata asportata mentre aspettava che scattasse il verde. Successivamente il giovane si sarebbe diretto verso il parco del Pionta.
Nella seconda circostanza il medico si era soffermato a lato strada, stessa zona, perché raggiunto da una telefonata. In quel frangente, il giovane con la maglietta rossa ha aperto lo sportello e si è preso il borsello che era posato sul sedile. Quindi è scappato via. Ma l’azione predatoria commessa in pieno giorno e davanti ad automobilisti, passanti e commercianti, non è passata inosservata tanto più che la polizia era già in allerta per l’episodio precedente.