Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Arezzo, il maestro di campo Fabio Butali: "Così ho preso la decisione su Sant'Andrea"

Francesca Muzzi
  • a
  • a
  • a

C’è un po’ di tutto in Fabio Butali che domenica, per la prima volta, è sceso sulla lizza nel ruolo di Maestro di campo ufficiale. E il suo esordio è stato promosso a pieni voti sia dagli spettatori che anche da alcuni addetti ai lavori. Dopo una più che ventennale esperienza sia nelle vesti di vice Maestro di campo, ma anche di vigile, Butali ha messo sul campo tutte le sue doti e i risultati si sono visti.

 

 

Lo schieramento in piazza è stato tra i migliori, anche se su questo Butali non si prende il merito: “Grazie al grande lavoro del regista Enrico Lazzeri”, ma in fatto di scaramucce e quanto altro, la Giostra non è andata sopra i limiti. E su questo Butali può intervenire: “Diciamo che io sono sempre stato un mix tra dialettica e imposizione. Prima della Giostra ho parlato con i rettori e i capitani dei quartieri, affinché i giostratori fossero tutelati al massimo”. “Ritengo che i veri protagonisti di ogni Giostra del Saracino siano proprio loro, i giostratori che devono essere in ogni modo tutelati dalle scaramucce tra i quartieri”. Ecco dunque il dialogo: “Personalmente in piazza - prosegue Butali - accetto il folclore, i cori e anche i salti, ma questi non devono travalicare per non compromettere la carriera di ogni giostratore”. A proposito delle carriere, rispetto a tante altre edizioni e anche ad un recente passato, domenica si è visto un deciso salto di qualità: “I giostratori sono tutti bravissimi - sottolinea Butali - Basta guardare i punteggi, basta vedere come è finita la Giostra. Non dimentichiamo poi che quando il giostratore sbatte con il Buratto se non c’è abilità, può anche rischiare di farsi male, ecco perché ho chiesto il massimo rispetto sulla piazza”. “E tutto sommato - prosegue - domenica non c’è stato niente che abbia passato i confini”. E anche nella decisione sulla carriera di Sant’Andrea, quella che è stata disturbata dai quartieristi di Porta Crucifera, Butali è stato deciso e anche veloce nella sua decisione di non fare ripetere la carriera: “Diciamo che l’unico errore che ho fatto è stato comunicare, all’inizio, solo al capitano di Porta Sant’Andrea la decisione di non ripetere la carriera. Successivamente - questione comunque di secondi - ho comunicata con tutti i capitani e tutti hanno avvallato”.

 

 

Prosegue ancora Butali in merito all’episodio della carriera di Tommaso Marmorini: “Ho visto quando c’è stato il disturbo che questo non ha assolutamente inficiato sulla carriera stessa, perché è avvenuto dopo che è passata la prima parte del cavallo. Ecco perché sono stato particolarmente sicuro della mia decisione”. Così come in tutta la Giostra: “E questo grazie al mio lavoro più che ventennale di vigile e anche alla mia esperienza di vice Maestro di campo. Ho rubato i segreti un po’ da tutti i Maestri di campo e questo devo dire che mi ha aiutato molto”. E adesso che cosa succede per la Giostra di giugno 2023? “Questa è una scelta che spetta solo alla Magistratura - dice Butali - io non posso altro che essere a disposizione di quello che deciderà”. “Personalmente sono molto contento di questo esordio, ma che cosa succederà il prossimo anno lo vedremo tra qualche mese. Ripeto, sono a disposizione della Magistratura. Staremo a vedere se sarò ancora io il Maestro di campo, oppure se cambierà ancora”. Come esordio comunque sia, è andata bene: “E’ stata un’esperienza fantastica. Una Giostra che ha emozionato sotto tanti aspetti”, conclude Fabio Butali che adesso tornerà a sfrecciare in moto sulle strade aretine in attesa di quella che sarà la decisione della prossima stagione se sarà ancora il titolare in piazza Grande nelle vesti di Maestro di campo.