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Arezzo, il regista della Giostra Enrico Lazzeri: "I miei 50 schemi per migliorare lo spettacolo"

Francesca Muzzi
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Enrico Lazzeri come Maurizio Sarri. Lui era mister 33 schemi quando allenava la Sansovino, Lazzeri, regista della Giostra, è mister 50 schemi. Nel giro di due edizioni ha reso più elegante e degno del Saracino, momenti come l’ingresso in piazza, o il corteo per le vie della città. Lo ha fatto scrivendo schemi, tanti “più di 50”, ci dice e “riunioni” condite da dialogo, rispetto dei ruoli e delle persone. La migliore ricetta che ha prodotto una Giostra, quella di domenica scorsa, ma già si era visto a giugno, che addetti ai lavori, quartieristi e turisti hanno definito: "Al limite della perfezione". E' cambiato tanto da quella Prova Generale di settembre 2021 quando la Giostra si risvegliò dopo due anni di pandemia. "Venivamo fuori dal Covid. E anche per il mondo giostresco, quella ripartenza, è stata una sorta di anno zero". In questi mesi che hanno separato la piazza dal Buratto, Lazzeri si è messo d'impegno. Insieme al Consiglio della Giostra, all'amministrazione, ai rettori, capitani, registi dei quartieri. Li ha chiamati ha illustrato ciò che avrebbe voluto. Un lavoro certosino dal quale è scaturito prima di tutto: “Un grande rispetto da parte di tutti. Ci siamo ascoltati, parlati e ognuno ha seguito ciò che gli era stato detto". Proprio come un allenatore, anche Lazzeri, ci tiene a ricordare: "Più che un allenatore nella mia vita sono stato soprattutto un arbitro e forse anche lì ho imparato la disciplina, l’ascolto, ma soprattutto il rispetto dei ruoli".

 


E dunque come è cambiata la Giostra?
"Non ci sono stati cambiamenti evidenti - risponde Lazzeri - Abbiamo soprattutto perfezionato il posizionamento. Grazie all'aiuto, come detto, di schemi, di scritti, siamo passati dalle regole a voce a qualcosa di più concreto. Ho mostrato immagini della piazza e della Giostra dall'alto grazie all'aiuto del drone. Ho cercato di sensibilizzare un po' tutti e alla fine ho avuto riscontri positivi. E questo grazie anche ad una importante collaborazione".
Parliamo dei cambiamenti nella Giostra 2023. La Lancia d'oro dove sarà consegnata, visto che domenica è stata l'ultima volta sul balcone?
"Ci sono sul tavolo diverse ipotesi. Di sicuro ne parleremo tutti insieme e anche il prima possibile. Le ipotesi che sono state fatte - dal ritorno alla tribuna, alla consegna sul palco dei punteggi o alla finestra di Fraternita - fanno parte delle probabilità. Ognuna ovviamente ha i suoi pro e i suoi contro che devono essere affrontati. Sceglieremo la migliore e quella che incontrerà il maggior consenso tra tutte le componenti".

 


Prove di Giostra durante la settimana. Un'altra situazione da cambiare?
"Diciamo che è un argomento caldo, perchè trovo da parte di tutte le componenti una certa insofferenza. Certo, è un argomento che non è mia competenza, però, sento e vedo che c'è qualcosa da cambiare".
Tempi morti in piazza. 
"Senza dubbio da giugno a settembre qualcosa è cambiato in meglio. In questi mesi mi sono coordinato anche con l'araldo che ringrazio tantissimo per la collaborazione e abbiamo provveduto a fare qualcosa. Certo, i tempi morti ci sono, ma non sempre dipendono dalle persone. A volte anche i cavalli richiedono minuti in più per entrare in piazza". 
E' comunque soddisfatto del lavoro fino a qui svolto?
"Penso che abbiamo lavorato bene tutti insieme, perchè c'è stata una grande sintonia tra tutti gli attori della Giostra. Certo, se se mi sarà data la possibilità di continuare in questo ruolo, perchè questo si deciderà di anno in anno, miglioreremo sempre di più".