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Arezzo, soffre per amore e donna spilla alla ragazza 1.500 euro: "Ti tolgo le malie, se non paghi lo dico ai tuoi"

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“Ti hanno fatto le malie. dei malefici, ma io posso aiutarti, ho dei rimedi, però servono dei soldi...”

Una ragazza in crisi per amore, lasciata dal fidanzato e con problemi sul lavoro, è rimasta irretita dalle promesse di una signora conosciuta sui social. Una sorta di fattucchiera dei nostri giorni. E le ha sborsato la somma, tramite Postepay, per poi ricredersi e denunciare tutto.

Nell’aula di tribunale di Arezzo, la ventenne, con una certa sofferenza, gli occhi lucidi, ha ripercorso la brutta avventura che le è capitata. Un momento di fragilità. Sul banco degli imputati - ma assenti fisicamente - ci sono due coniugi cinquantenni, accusati di aver spillato i soldi alla giovane in cambio di una serie di balle. Per ingannare la giovane, la fattucchiera si sarebbe avvalsa della complicità del marito. Un vortice di bugie, forzature, pressioni. E ricatti. Tanto che il capo d’imputazione non parla di truffa o circonvenzione di incapace, ma di estorsione: sì, perché la ventenne sarebbe stata tenuta in scacco e indotta a versare le somma, dietro l’illusione che le malie sarebbero state scacciate, sotto la minaccia che se non avesse corrisposto quanto chiesto, la sua famiglia sarebbe stata informata della cosa, delle confidenze, delle debolezze. Il processo ha vissuto la fase drammatica, intensa, con la deposizione della vittima. A porle domande e ad ascoltarla, il pubblico ministero Luigi Niccacci, il giudice Michele Nisticò, gli avvocati dei due imputati, Marzia Lelli e Silvia Gori.

I fatti risalgono a un paio di anni fa ad Arezzo. Dopo la segnalazione della ragazza alle forze dell’ordine, è stata la polizia a indagare, con l’identificazione della “maga” e del marito collaboratore. Il primo approccio era avvenuto su Facebook. La donna sarebbe riuscita a conquistare la fiducia della giovane fino a convincerla che le sue pene d’amore e i guai che stava attraversando non erano casuali, ma legati ad un sortilegio che qualcuno aveva attuato nei suoi confronti. La fattucchiera sosteneva di essere anche in contatto con un uomo, di Bologna, esperto in malefici, abilissimo nello sciogliere questi nodi. Nello stesso tempo la cinquantenne faceva leva sul fatto che il mancato pagamento di quanto dovuto da parte della ragazza, si ripercuoteva sul suo stato di salute: spalleggiata dal marito, sosteneva di essere malata di leucemia. Una vicenda ingarbugliata e che, terminata l’istruttoria dibattimentale, a gennaio arriverà a sentenza.

Lu.Se.