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Arezzo, l'assessore Merelli al processo Coingas: "Il lavoro di Rason non era fumo". E spiega gli "asini che volano" dell'intercettazione

Luca Serafini
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Il giudice Filippo Ruggiero dallo scranno più alto del tribunale legge all’assessore Alberto Merelli una delle frasi a lui intercettate dalla Digos, quella in cui Merelli dice: “L’avvocato Pasquini deve preparare una sega di relazione in cui si dice che tutto è a posto...” Il giudice, severo, chiede all’assessore, imputato nel processo Coingas: “Ma allora sapevate già prima, cosa avrebbe dovuto scrivere l’avvocato?” La relazione di cui si parla è quella affidata nel 2019 da Coingas e Comune di Arezzo all’avvocato del Municipio, lo stimato Stefano Pasquini, che attestò la congruità delle cosiddette “consulenze d’oro” per mezzo milione di euro, ritenute dalla procura peculato: soldi pubblici mal spesi per foraggiare qualcuno. I revisori dei conti di Coingas avevano sollevato il problema di quelle spese ritenute eccessive e non pertinenti, verso lo studio legale Olivetti Rason e il commercialista Cocci. Alberto Merelli, seduto davanti ai giudici per l’interrogatorio da lui richiesto, spiega che nella conversazione si diceva “tutto a posto” perché erano stati finalmente superati certi problemi nel ricostruire la contabilità di Coingas: “le 35 pratiche dell’avvocato Olivetti Rason”, incarichi in più rispetto alle precedenti fatture, erano state “ricomprese” nella convenzione già pagata da Coingas, quindi non una nuova spesa a carico della spa dei comuni. Che altrimenti sarebbe stata fuori luogo, “inattendibile”. Quanto all’espressione “sega di relazione”, Merelli la attribuisce al modo di parlare aretino, colloquiale. Accusato di favoreggiamento, come il sindaco Alessandro Ghinelli che lo ascolta, e che al suo turno renderà dichiarazioni spontanee, Merelli ripercorre la vicenda e il darsi da fare di quei giorni estenuanti, quando il bilancio di Coingas rischiava di non passare e al Comune sarebbero mancati 1,4 milioni di dividendi di Estra. Apprezzato commercialista, dal 1999 in politica prima come assessore nella giunta Lucherini poi nelle due giunte del sindaco Ghinelli, Merelli seguiva Coingas avendo la delega alle partecipate. A porgli domande sono gli avvocati Luca Berbeglia e Laura Bonifazi, i suoi difensori, il procuratore Roberto Rossi e via via tutti gli altri avvocati. E il presidente Ruggiero. Il difensore Bonifazi lo sollecita a decriptare il significato dell’intercettazione “cult”, quella in cui (4 giugno 2019) il sindaco Ghinelli, che parla con Merelli e l’avvocato Pasquini, tutti presi nel risolvere i guai della partecipata al 45%, dice: “Fate questo incontro rapidamente... gli asini che volano devono essere visti come tali da tutti”. Che significa? Merelli spiega: “Stavamo parlando dell’incontro del 10 giugno successivo con Minetti, presidente dei revisori di Coingas. Quella frase mi è scivolata addosso lì per lì, l’ho rivista solo dopo, nei giornali, con enfasi mediatica. Nasce dal malessere di Pasquini per aver visto un importo così importante (i compensi di Coingas all’avvocato Olivetti Rason, circa 300 mila euro in un paio di anni ndr.); c’era il malumore a prima vista dell’avvocato, che in precedenza era stato legale di Coingas con altre cifre, ma in quella fase, va detto, ancora non disponeva delle informazioni per valutare bene. Poi le ricevette.” Ebbe il suo bel da fare, Merelli, nel sollecitare Pier Ettore Olivetti Rason, legale fiorentino portato in Coingas da Francesco Macrì (allora presidente di Estra), affinché producesse tutta la documentazione mancante per riordinare il rapporto professionale tra Coingas e lo studio. Altre intercettazioni documentano l’incalzare di Merelli, che pure era in buonissimi rapporti con Olivetti Rason, per avere quelle carte: altrimenti rischiava di saltare Coingas. C’era esasperazione, rammenta Merelli, che stava per dimettersi. Tuttavia l’assessore rivendica di aver fatto la sua parte per non far perdere agli aretini i dividendi derivati da Estra, partecipata da Coingas. “Avremmo dovuto cancellare l’entrata prevista nel bilancio e trovare come sostituirla, operare tagli alle spese programmate”. E poi Merelli si oppone a chi come Scorteccim intercettato, parlava di “fumo” rispetto al lavoro svolto da Olivetti Rason; riconosce invece l’attività svolta dallo studio legale fiorentino nel percorso incardinato verso la quotazione in Borsa di Estra (che non ci fu), per la revisione dei patti parasociali, per gli adempimenti legati alla legge Madia che poteva far sparire Coingas, svuotata di attività operative e senza dipendenti. Una holding zeppa di milioni, parte dei quali durante la gestione dell’amministratore Sergio Staderini (condannato con rito abbreviato a due anni) sarebbero stati spesi, secondo l’accusa, allegramente. Conosciuto a inizio 2017 in Coingas, Rason divenne amico di Merelli, anche suo legale di fiducia. La stagione amministrativa si riempì di nubi quando Franco Scortecci, subentrato a Staderini, mostrò a Palazzo Cavallo la pec con le criticità rilevate dai revisori dei conti nelle prestazioni e servizi di consulenza. Quei costi elevati, mai avuti prima dalla spa, meritavano approfondimenti. Erano congrui? “Ci facevano intuire che non avrebbero dato parere positivo” dice Merelli parlando dei revisori “alla fine dettero un ‘non parere’, posizione tecnicamente non corretta. L’avvocato Pasquini aveva dato il parere positivo, la società di revisione anche”. Certo, in quei frangenti, stimolato anche dal sindaco Ghinelli, Merelli, ebbe contatti con i revisori ma nessuna forzatura, pressione, tanto meno ricatto è mai emersa. Ognuno rimase sulle sue posizioni. L’avvocato Luca Fanfani, difensore del sindaco, chiede: “Importi quindi fuori dallo standard aretino, e c’era malanimo, ma l’avvocato Pasquini o i revisori hanno mai sostenuto che dietro alla consulenze non ci fosse attività sottostante?”. “No”. 
Ma fino ad allora, chiedono a Merelli, come socio di Coingas lei non aveva rilevato anomalie? “Ne ho preso coscienza quando Scortecci ci ha informati: si parla di importi significativi, non irrisori, ma sulla valutazione dei compensi dei professionisti si può dire tutto e di più. E io collegavo il corrispettivo per Rason alla fase preparatoria alla quotazione: una pratica di rilievo, la partecipazione di Coingas in Estra vale 60 milioni”. C’è spazio per altre intercettazioni scomode: parlando al telefono con Rason, Merelli dice: “Vanno riviste le convenzioni, bisogna uscire da questa storia del 2018, il 2019 si rigioca”. Ulteriori consulenze e flussi (“si decide noi”) proprio mentre si stringevano i rubinetti? Merelli chiarisce: “Chiedevo collaborazione per avere informazioni e dati, cercavo di essere accondiscendente non mi sembrava il caso di dirgli: ‘ti viene revocato incarico’. Meglio in quel momento mantenere un rapporto collaborativo e non acrimonioso”. Merelli, come il sindaco Ghinelli, è anche indagato per abuso d’ufficio sulla nomina, nel 2016, di Francesco Macrì nel cda di Estra. “Partecipai all’assemblea di Coingas che deliberò”. Il parere dell’avvocato Rostagno, di Torino, assicurava che non c’era alcun problema con la legge Severino. L’inconferibilità è uno dei filoni del processo, a conclusione forse in inverno. Torniamo alle telefonate. Il 10 giugno viene captato l’inizio di una conversazione di Merelli con il sindaco di Lucignano, con Merelli che invita a usare il fisso e non il cellulare. Perchè? “Non avevo niente da nascondere tanto più con un esponente del centrosinistra” che non è la sua parte politica. “Inspiegabile. Anche perché, come si è visto, ho parlato liberamente nelle varie telefonate intercettate”. Dulcis in fundo quella in cui Olivetti Rason dice a Merelli: “Ma che ci frega, siamo pieni di donne e soldi e abbiamo Coingas”. Merelli minimizza: “Solo una frase goliardica. Donne e soldi? Né l’uno né l’altro. Coingas? Per me foriera solo di danni”.