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Arezzo, l'assessore Sacchetti e il maltempo: "Da rivedere il piano della protezione civile"

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Forti raffiche di vento hanno sferzato l’Aretino nella giornata di ieri. Alberi abbattuti e anche l’ex mercato ortofrutticolo non è stato risparmiato. “Il vento - scrive in un post su facebook il consigliere comunale del Pd, Alessandro Caneschi - ha fatto volare via consistenti parti della copertura del fabbricato lungo via Pisacane costituite da lastre in lamiera”, aggiungendo poi “La fortuna ha voluto che nessuno transitasse in quel momento”. I vigili del fuoco sono comunque prontamente intervenuti per ripristinare la sicurezza dell’area. Traffico bloccato invece nel primissimo pomeriggio lungo la 71, all’altezza di Vitiano per un grosso albero caduto proprio in mezzo alla carreggiata. Tante le auto che hanno fatto inversione di marcia sia quelle provenienti dalla Valdichiana che quelle che provenivano da Arezzo. E altri interventi dei vigili del fuoco sempre per alberi e rami caduti per le forti raffiche di vento.

 

 

Un po’ di apprensione anche al mercato del sabato di via Giotto per le forti folate che sono arrivate intorno a mezzogiorno e che hanno costretto diversi operatori a lasciare la zona. La situazione è comunque tornata sotto controllo nel pomeriggio. Una situazione annunciata dalle allerte meteo e dai vari siti specializzati già nella giornata di venerdì. Ma quanto ancora si può fare per prevenire fenomeni come quelli accaduti nelle Marche o giovedì sera nel territorio comunale di Castiglion Fiorentino? “Se parliamo della pioggia caduta nelle Marche - risponde l’assessore Sacchetti - si parla di fenomeni estremi e con pochissima probabilità di essere previsti. Le allerte meteo sono importanti e necessarie, ma abbiamo visto come queste, spesso vengono smentite poi dagli eventi atmosferici. Ciò che è successo nelle Marche, era previsto nell’Aretino. La sera prima la Regione aveva emesso un’allerta arancione”. In considerazione della quale l’asilo dell’Acropoli era stato chiuso. “Perché - spiega l’assessore Sacchetti - fa parte del piano della protezione civile, vale a dire quel piano che individua gli scenari di rischio e le misure da attivare in caso di alluvioni, terremoti e calamità naturali”. “Ma considerati gli eventi estremi - prosegue ancora l’assessore Sacchetti - penso che debba proprio essere rivisto il piano di protezione civile. Bisognerebbe riformularlo rispetto a quando è stato creato in base proprio agli eventi che stanno capitando in questi ultimi anni. Non dimentichiamo quello che è accaduto nel 2019 nell’Aretino”.

 

 

Ma non si tratta solo di questo, l’assessore Sacchetti sottolinea: “Occorre aumentare la sensoristica quali le stazioni meteo sul territorio in modo tale da circoscrivere maggiormente l’estensione delle zone a potenziale rischio. Come per esempio accade in Giappone per i terremoti”. Nel frattempo, ciò che è possibile continuare a fare sono gli interventi che periodicamente vengono eseguiti sui fossi e anche sul reticolo fognario. “Ma ciò non è la panacea - risponde l’assessore Sacchetti - Certo, la pulizia è importante, sia dei fossi che del reticolo fognario che ad Arezzo sono affidate rispettivamente al Consorzio di Bonifica e a Sei Toscana, ma di fronte ad eventi estremi, diventa difficile potere prevedere”. E alla domanda delle numerose piante che sporgono dai fossi, l’assessore Sacchetti chiarisce: “La manutenzione dei corsi d’acqua viene fatta regolarmente”.