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Funghi, stagione ottima: ad Arezzo passione anche tra i giovani. Attenzione, 15 intossicati. Sportello Asl

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Intossicazioni da funghi a Terni

Alessandro Bindi
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Grandi abbuffate di funghi, in 15 finiscono al pronto soccorso. E’ il bilancio delle intossicazioni da inizio del periodo di raccolta, dovute più che ad aver ingerito funghi tossici, all’aver esagerato con la quantità. Stagione eccezionale quella di quest’anno tanto che da settimane i boschi dell’aretino sono presi d’assalto dai cercatori. Raccolta notevole, soprattutto di porcini, che fa sì che quest’anno ci sia stato un rinnovato interesse per alcune zone, tanto da spingere anche i più giovani a cimentarsi in questa ricerca. E con tanti funghi a disposizione inevitabilmente aumentano anche le frequentazioni presso i vari sportelli della Asl per la verifica di quanto raccolto.
Sulla situazione e sulle novità di quest’anno fornisce alcune indicazioni Carlo Gori, dell’ispettorato micologico Asl Tse, che spiega come dall’inizio della stagione di raccolta ci siano state anche alcune conseguenze: “Ad oggi abbiamo avuto circa 15 persone nella provincia di Arezzo che si sono presentate al pronto soccorso con sintomi di intossicazione da ingestione di funghi. Fortunatamente si sono risolte nel migliore dei modi e perlopiù sono da considerarsi indigestioni da funghi. La copiosa nascita di porcini e ovuli ha di conseguenza prodotto delle abbuffate a tavola di questi prodotti che seppur edibili e buoni sono pur sempre frutti indigesti e per alcuni non ben tollerati”.

Come stanno andando i controlli?

“Tra i compiti dell'ispettorato e quindi dei micologi che ne fanno parte ci sono quelli che vengono effettuati presso i commercianti e trasformatori di funghi seguendo un programma annuale previsto e quelli che si effettuano presso gli sportelli micologici aperti ai cittadini secondo il calendario pubblicato a titolo gratuito”.

Data l’abbondanza di funghi quest’anno avete più richieste?

“L’andamento stagionale ha favorito una nascita in alcune zone della provincia già dai primi giorni di settembre e pertanto abbiamo aperto gli sportelli ai cittadini nelle cinque sedi della provincia di Arezzo. Ad oggi ad Arezzo abbiamo circa 10/15 persone al giorno; ricordo che l’apertura è nei giorni di lunedì e giovedì, mentre per le altre sedi delle vallate abbiamo presenze di 3/4 persone al giorno secondo i calendari previsti. Ovviamente tutto è legato all'andamento e al tipo di nascita in atto. Al momento possiamo dire che gli accessi sono nella media degli anni precedenti al Covid, ma ripeto è sempre tutto legato all'andamento stagionale”.

I raccoglitori sono diventati più esperti o permane una certa improvvisazione?

“Le persone sono diventate più esperte? Direi di no, c’è molta impreparazione sull'argomento. I giovani poi sono entusiasti di andare nel bosco ma hanno pochi riferimenti dalla tradizione familiare che si è allontanata per così dire dalla vita di campagna”.

Notate che c’è più attenzione, maggior rispetto delle regole rispetto al passato?

“Per quanto attiene al nostro servizio ricordiamo che per mantenere al meglio la qualità dei funghi questi devono essere raccolti e trasportati in cesti e sottoposti alla visita presso gli sportelli integri. Nel bosco la vigilanza è effettuata dai carabinieri forestali e dalle guardie forestali che controllano quanto previsto nelle disposizioni della l.r.16/99 e successive integrazioni in materia di modalità e quantità di raccolta nonché il possesso dell'attestato”.